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10 janvier 2007 3 10 /01 /janvier /2007 13:10
Una questione di luogo innanzitutto.
Sull'oceano o nella giungla?
Aspetto, su fibre di tele(,)-visioni.

I tuoi sconvolti preliminari di seduzione all'arcobaleno, da una goccia di biancospino sul palco assente, esigono l'allucinazione della paura che mi inventa "parole" d'acque dolci.
Calibrate trapeziste della bianca macchia dell'attesa.
Fili/colorati/accolti/dispersi/dall'arcolaio d'/oppio/
Un sospetto suggerito da una mano mascherata rabbrividisce sulla riduzione cui ti concedi con lo stupore dell'audacia scomposta.
Mentre luoghi panici incantano i custodi dell'allarme.
Ancora dalle cicatrici in muratura escluse dalle ipotesi, si misura il volo; ma oltre la statua dell'energia, si cullano, in attesa, ali nuove.
Il lusso inaudito di un senso di troppo, il lasciapassare, dalle leggerezze precipitate a questi luoghi.
Una 'zingarata' fra il bianco e il nero.
I signori dell'aria in visita alle divinità marine.
Muse alcooliche di opacità e trasparenza nel gioco e nelle festa.
Perdita.
Perdizione.
Predizione.
E' il regno di Aritmos...
Lanterna magica su tetti d'oro di indovinelli ancora ladri su sentieri contrari. Dinanzi allo stupore di una seduzione mancata.
Unità tradita prima di essere amata: rappresentata dalla figura delle figure, ma votata ad assenza di risposta, nel tentativo di rapina al tempo.
Astuzia inebriante nella interfase d'attesa dell'uomo, definitivo, ma in sorpasso sull'ultimo luogo svelato. Esercizio di rotta verso il confine sulla carovana impolverata su una soffitta da sfondare.
Avvento felice in forma di minaccia.
Le ninfee, madri naturali dell'estasi, in sorpasso sul sogno.
Rumorosi colori in confessioni da confondere con l'ammal(i)arsi.
Esplorazione e attraversamento, dal piombo all'oro.
Parole in specchi di colori.
Sciamanici riti in esercizio di alchimia in colore.
Un processo che va dal noto all'ignoto.
Figure affascinate dalla tela con guizzi su prove ed aromi cromatici.
Impadronirsi della tecnica per distruggerla nella visione perfetta del ca(o)s(o)nauta, vagheggiante del non concetto.
Nel non'luogo dell'attesa, queste , le psichestesie che mi rimandano le tue tavole scritte dal colore.
Un prigioiero che esplora la cella/ed impara ad amarla/per poterne volare lontano/
Da "uno spazio definito, limitato" a "uno spazio colorato, senza limiti".
Ambiguità apparenti contraddizioni senza riguardi al senso del tempo corrono verso la pura astrazione cromatica: l'arcobaleno, fenomeno, che come afferma Klee, non appartiene del tutto all'al di qua, ma al regno intermedio terrestre-cosmico dell'atmosfera.
Correggere il mondo col rigore inebriante che vuole accedere all'invalicabile in uno spazio in cui tutto é domanda.
Velocità distratta.
Consapevolezza ossessiva da interfase in una teatralità d'esistenza che vuole ancora appartenere al mondo dellangoscia e dell'urlo, ma con esercizi di variazione e di impedimento, per sconfinare in spazi imprevisti.
Incontro ad un uso liberato dello spazio che concorre a liberare anche il tempo nell'incandescenza di un pensiero terminale.
Verso l'estasi estetica dello stupore, in cui il reale già si presenta come un'imbottitura consunta e in più punti strappata.
Nella disciplina dell'insolenza: il tema del segreto in forma di degenerazione e comunicazione di cio' che si é, oppure...
..."una oscillazione tra il giusto e il falso" in disprezzo del perdersi, perché già nell'infrazione del caos in bisticcio con l'ombra.
Esaltazione di un istante spettacolare, pur se ancora "non vi é cosa che non possa nutrire l'angoscia".
Ma anche filastrocche sbucciate da abbracci ztigani in corsa sul porto...
passeri da strada su rugiade di memoria...
ariosità violente in strati di materia...
mentre
...il mago del viola aspetta al largo...

Sul limite che intravedi sono oscurità e chiarore a un soffio da cio' che non si fa toccare.
Attingi da allusioni completamente rinnovate con la purezza dello scandalo della tua duplice esigenza.
Nel rifiuto appassionato di scegliere tra parola e colore.

Anche io cercavo, soppesavo, quando...mari di latte agitati mi hanno urtato col sorriso; allora ti ho chiesto, quale, la possibile alleanza nel pensiero tra il colore e la paola...
Tu mi hai risposto: Calore pallore...
Io immaginavo una totalità inebriata lontana da sé dopo essersi ascoltata...
Forse salto un passaggio...
Posso seguire tra i tuoi pastelli un sentiero che non so se ho dimenticato...


estratto da "Calore Pallore" Ed. Ripostes 1984

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