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12 janvier 2007 5 12 /01 /janvier /2007 10:58

 A chacun sa réalité/ dans l'hallucination du post-hypnotique
 
 
Plateaux de vide débordent/ Feutres de couleurs flottent/ Doigts furètent le doute
 
 
Dans les pays de la chaleur/ un message s'écoute...
 
 
La réalité s'est écartée de la Création/ a anéanti l'équivoque/ une chose à la fois... a imploré... visible,durable,efficace
 
 
Encore hypnotisée elle a glissé vers le royaume d'"Hallucination"/ tentée par la simultanéité/ sans temps/ sans espace
 
 
Et pour se préparer/ à l'extase/ à l'excès de sens/ elle se donne à exercices de superposition/ avant la grande expérience/ du dernier "guetter"/ du dernier "avouer"/
 
 
Existent/ prophètes de l'événement/ le silence d'un verdict en attente/ les dissimule/
 
 
Acte/ instrument/ matière première d'alchimiste/ phrase/ crayon/ inimitable
 
 
Graffitis enfantins sur certificat officiel/ effet graphique du "consacrer"/ annulation de l'idée d'œuvre/ pas du lien d'amour/
 
 
Décision initiale/ Doute ultime/ Les grandes chambres méditerranéennes/ Ciel et Mare/

Des mains qui paraissent entrer en lévitation/ sur danses d'imagination/ évasée à la mémoire d'une connaissance révolue/
 
 
Sanglots du dire/ vol du bâillon/ sur lèvres aveuglantes/ effet illégitime/ d'une forme excessive
 
 
Le mystère/ banni violemment du réel/ s'électrise en obscénité de lumière/ dans l'ironie insoumise

/ du signe corrupteur/ subtil génie d'exaltation/
 
 Vindicte exigée/ d'une requête récompensée/ qui ridiculise/ une pleine reconnaissance/

Inégalité inconnue/ Objet-Détournement/
 
 
Exhibition à l'outrage/ l'un à la place de l'autre/ dans l'unicité de l'impossible substitution/
 
 
Le non-repos de l'illusionniste/ dévore/ encore une fois/ le crime de la question/ au delà du silence/
 
 
Désir du joug/ voix sans traces/ sans avenir/ en entrelacement d'intermittences/ dans les origines sans défense/ poursuivent/ précisions sans alarme/ règlent désœuvrement sans parole/
 
 
Expulsions de vide/ effacent/ illégitimes intentions/ et/ signalent/ un arc-en-ciel/ à l'enseigne du soupçon/
 
 
Au-delà /de la condescendance d'une réponse/ en supporter/ l'absence/ dans l'énigme/ d'un univers inattendu/
 
 
Inéluctable/ le hasard/ absorbe/ nécessité de vertige/ à la rigueur du diamant/ arbitraire/

vacille/ sublime/ en congé/
 
 
Eloge de l'enchantement/ Refuser chaque commentaire/ extrême jonction/ la mer/ suspicion/
 
 
Quels sont/ les autres noms/ pour la couleur/ tornade/ qui Rit...

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11 janvier 2007 4 11 /01 /janvier /2007 00:00

A ciascuno

La sua realtà

nell'allucinazione del

Post-ipnotico

Vassoi di vuoto straripano

elmetti di colore galleggiano

mani perquisiscono il dubbio

Nelle regioni del calore

un discorso si ascolta...

la realtà

si é isolata dalla creazione

abolendo l'equivoco

una cosa alla volta

ha implorato

visibile

costante

Efficiente

Ancora ipnotizzata

é scivolata

verso il regno

di Allucinazione

attirata dalla simultaneità elettronica

senza tempo e senza spazio

Ma impreparata all'estasi

e all'eccesso di senso

ha ora bisogno

di esercizi di sovrapposizione

prima del grande esperimento

dell'ultimo spiare

dell'ultimo confessare

Esistono profeti dell'evento

Il silenzio di un giudizio

sospeso

li nasconde

Fatto strumento

Materia prima d'alchimista

Frase matita inimitabile

Graffiti infantili

su documento ufficiale

Atto grafico del dedicare

soppressione dell'idea d'opera

non della relazione d'amore

Decisione iniziale

indecisione terminale

grandi camere mediterranee

cielo e mare

Mani

che sembrano entrare in levitazione

danze di fantasia

aperta al ricordo

di una cultura defunta

Singhiozzi del dire

rapina del bavaglio

su labbra accecanti

nell'effetto immorale

di una forma sfrenata

Il segreto

espulso violentemente

dal reale

si riaccende

in oscenità di luce

nella ironia disobbediente

del segno corruttore

scaltro genio di passione

Esatta vendetta

di una domanda

ricompensata

che ridicolizza

un pieno riconoscimento

Inuguaglianza ignota

oggetto sviamento

Esposizione all'oltraggio

l'uno al posto dell'altro

nell'unicità

dell'impossibile

Sostituzione

Il non riposo dell'illusionista

divora ancora una volta

il crimine

della domanda

al di là

della quiete

Nel desiderio del gio(g)o

voci senza traccia

e senza avvenire

in intreccio di intermittenze

nelle origini

senza difese

inseguono precisioni

senza affanno

e regolano inoperosità

senza parola

Espulsioni di vuoto

cancellano

illegittime intenzioni

segnalano l'arcobaleno

all'insegna del sospetto

Oltre un compiacimento

di risposta

.... assecondarne l'assenza

Nell'enigma

di un universo inatteso

Inesorabile il caso assorbe

Necessità di vertigine

rigore del diamante

Arbitraria vacilla

sublime

in congedo

Elogio dell'incanto

Resistere a ogni commento

extrême jonction

il mare sospetto...

Quali gli altri nomi

per il colore

 

Vortice che ride ...

 

 


Roma 1983



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10 janvier 2007 3 10 /01 /janvier /2007 13:10
Una questione di luogo innanzitutto.
Sull'oceano o nella giungla?
Aspetto, su fibre di tele(,)-visioni.

I tuoi sconvolti preliminari di seduzione all'arcobaleno, da una goccia di biancospino sul palco assente, esigono l'allucinazione della paura che mi inventa "parole" d'acque dolci.
Calibrate trapeziste della bianca macchia dell'attesa.
Fili/colorati/accolti/dispersi/dall'arcolaio d'/oppio/
Un sospetto suggerito da una mano mascherata rabbrividisce sulla riduzione cui ti concedi con lo stupore dell'audacia scomposta.
Mentre luoghi panici incantano i custodi dell'allarme.
Ancora dalle cicatrici in muratura escluse dalle ipotesi, si misura il volo; ma oltre la statua dell'energia, si cullano, in attesa, ali nuove.
Il lusso inaudito di un senso di troppo, il lasciapassare, dalle leggerezze precipitate a questi luoghi.
Una 'zingarata' fra il bianco e il nero.
I signori dell'aria in visita alle divinità marine.
Muse alcooliche di opacità e trasparenza nel gioco e nelle festa.
Perdita.
Perdizione.
Predizione.
E' il regno di Aritmos...
Lanterna magica su tetti d'oro di indovinelli ancora ladri su sentieri contrari. Dinanzi allo stupore di una seduzione mancata.
Unità tradita prima di essere amata: rappresentata dalla figura delle figure, ma votata ad assenza di risposta, nel tentativo di rapina al tempo.
Astuzia inebriante nella interfase d'attesa dell'uomo, definitivo, ma in sorpasso sull'ultimo luogo svelato. Esercizio di rotta verso il confine sulla carovana impolverata su una soffitta da sfondare.
Avvento felice in forma di minaccia.
Le ninfee, madri naturali dell'estasi, in sorpasso sul sogno.
Rumorosi colori in confessioni da confondere con l'ammal(i)arsi.
Esplorazione e attraversamento, dal piombo all'oro.
Parole in specchi di colori.
Sciamanici riti in esercizio di alchimia in colore.
Un processo che va dal noto all'ignoto.
Figure affascinate dalla tela con guizzi su prove ed aromi cromatici.
Impadronirsi della tecnica per distruggerla nella visione perfetta del ca(o)s(o)nauta, vagheggiante del non concetto.
Nel non'luogo dell'attesa, queste , le psichestesie che mi rimandano le tue tavole scritte dal colore.
Un prigioiero che esplora la cella/ed impara ad amarla/per poterne volare lontano/
Da "uno spazio definito, limitato" a "uno spazio colorato, senza limiti".
Ambiguità apparenti contraddizioni senza riguardi al senso del tempo corrono verso la pura astrazione cromatica: l'arcobaleno, fenomeno, che come afferma Klee, non appartiene del tutto all'al di qua, ma al regno intermedio terrestre-cosmico dell'atmosfera.
Correggere il mondo col rigore inebriante che vuole accedere all'invalicabile in uno spazio in cui tutto é domanda.
Velocità distratta.
Consapevolezza ossessiva da interfase in una teatralità d'esistenza che vuole ancora appartenere al mondo dellangoscia e dell'urlo, ma con esercizi di variazione e di impedimento, per sconfinare in spazi imprevisti.
Incontro ad un uso liberato dello spazio che concorre a liberare anche il tempo nell'incandescenza di un pensiero terminale.
Verso l'estasi estetica dello stupore, in cui il reale già si presenta come un'imbottitura consunta e in più punti strappata.
Nella disciplina dell'insolenza: il tema del segreto in forma di degenerazione e comunicazione di cio' che si é, oppure...
..."una oscillazione tra il giusto e il falso" in disprezzo del perdersi, perché già nell'infrazione del caos in bisticcio con l'ombra.
Esaltazione di un istante spettacolare, pur se ancora "non vi é cosa che non possa nutrire l'angoscia".
Ma anche filastrocche sbucciate da abbracci ztigani in corsa sul porto...
passeri da strada su rugiade di memoria...
ariosità violente in strati di materia...
mentre
...il mago del viola aspetta al largo...

Sul limite che intravedi sono oscurità e chiarore a un soffio da cio' che non si fa toccare.
Attingi da allusioni completamente rinnovate con la purezza dello scandalo della tua duplice esigenza.
Nel rifiuto appassionato di scegliere tra parola e colore.

Anche io cercavo, soppesavo, quando...mari di latte agitati mi hanno urtato col sorriso; allora ti ho chiesto, quale, la possibile alleanza nel pensiero tra il colore e la paola...
Tu mi hai risposto: Calore pallore...
Io immaginavo una totalità inebriata lontana da sé dopo essersi ascoltata...
Forse salto un passaggio...
Posso seguire tra i tuoi pastelli un sentiero che non so se ho dimenticato...


estratto da "Calore Pallore" Ed. Ripostes 1984

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1 janvier 2007 1 01 /01 /janvier /2007 13:08
 

Un instant de contretemps , fréquence continue de "la voix de fin silence"...

 

Comment dire: rien n'est plus certain que l'incertitude...

 

Semble-t-il que l'époque actuelle soit en train de ré - évoquer le chaos, mais

 

espérons le , pour le revivre à la lumière de la conscience!?

 

En fait l'humanité se trouve à vivre un quotidien qui s'étale dans des espaces

 

entièrement opposés, et qui symbolise un passage culturel, sociale et politique,

 

de la séparation spécialisée à la multiplicité.

 

Il est donc vital et urgent poser la nécessité d'une révolution de pensée, qui ferait

 

advenir une pensée complexe, capable d'associer ce qui est disjoint

 

et de concevoir la multidimensionnalité de toute réalité anthroposociale.

 

Pour rompre avec les aveuglements et carences d'une pensée simplifiante qui ne

 

sait que disjoindre et réduire, mutiler et ravager tous les secteurs de la

 

connaissance et de l'action. Et, ce besoin de complexité qui a commencé à se

 

faire ressentir dans les sciences avancées et dans les arts doit impérativement

 

mener sa bataille sur le plan de la pensée sociologique et politique. Vers une

 

nouvelle structure de pensée qui commence à essayer d'inclure

 

Dans toute observation l'auto-observation , dans tout examen l'auto-examen, et à

 

introduire dans toute connaissance la volonté d'auto-connaissance du connaissant

 

Une idée vieille comme la philosophie. Et qui doit nous aider à nous décentrer

 

sans cesse, à nous dépasser, à reconnaître en permanence les limites aveugles

 

inhérentes à toute pensée. Selon des concepts établis sur la mutation plutt que

 

sur la fixité, sur la probabilité plutt que sur la certitude.

 

Pour déceler la relativité de la vérité.

 

"On ne réalise pas que les idées - qui sont désormais des intermédiaires

 

nécessaires pour communiquer avec la réalité - vont aussi masquer la réalité et

 

faire prendre l'idée pour le réel. Ce rapport barbare avec les idées

 

est l'une des plus atroces choses qui soient arrivées à l'humanité. Pourquoi?

 

Parce que, de même que les communautés humaines ont suscité des dieux

 

souvent terribles , exigeant des sacrifices humains innombrables, on donne

 

aujourd'hui une existence, une transcendance à nos idées. On est capables de

 

tuer ou de mourir pour une idée. Voilà donc à quoi ressemble cette sorte de

 

sphère qui a émergé."(Edgar Morin)

 

...la régulation doit venir des deux ctés , d'une part de la société, d'autre part de

 

notre capacité individuelle d'examen et d'autocritique.

 

Cela suppose une très grande réforme de l'enseignement, dès les petites classes,

 

qui apprendrait à se connaître soi-même

 

...pratiquer une hygiène de l'esprit , s'auto-observer, réfléchir sur le rle de la

 

civilisation,créer les barrières qui empêchent le déchaînement.; l'une des grandes

 

carences d'aujourd'hui est qu'on a relégué dans la littérature ce qu'on appelle

 

l'introspection...

 

Nous sommes devant un problème très ambigu: nous ne pouvons

 

pas espérer un règne souverain de la pure logique...

 

Il ne faut pas oublier que nous portons en nous les premières cellules qui sont

 

apparues sur la terre , car c'est du produit de leur multiplication que sont issus

 

tous les êtres vivants, dont nous mêmes.

 

Si l'on veut que la complexité existe sur le plan humain, avec le minimum de

 

coercition, on ne peut s'appuyer que sur le sentiment de solidarité et de

 

communauté en chacun des membres.

 

Sans cela c'est la destruction.

 

A ces problèmes fondamentaux il faut répondre par la nécessité d'une circulation

 

entre les connaissances.

 

La possibilité d'assumer ces circulations c'est ce qu'on appelle la culture.

 

Qu'est-ce qu'était la culture au sens classique du terme? Les cultivés non

 

seulement se nourrissaient de philosophie, de littérature, de poésie, de

 

beaux-arts, mais surtout essayaient de les intégrer dans leur vie.

 

Autrement dit,

 

il s'agit d'intégrer dans notre vie et dans notre pensée des idées ou des

 

connaissances sur l'homme, la nature et la société. Certes, on ne peut pas tout

 

avoir dans sa tête , mais on peut circuler dans le savoir. Faire uvre de culture,

 

c'est donner au citoyen la capacité de briser , de transgresser les frontières et les

 

compartiments de plus en plus clos entre les différents domaines du savoir.

 

Eduquer , c'est conduire hors de soi.

 

Et encore, à qui pourrait interloquer que l'art pourrait nous amener à une forme

 

d'égocentrisme accéléré, donc de soi-disant narcissisme on peu peut répondre

 

avec Lou Andreas-Salomé laquelle a bien montré que le concept psychanalytique

 

de narcissisme n'était pas égocentrique, ou encore qui ne se réduisait pas à un

 

investissement de la libido sur le moi, mais qu'il s'élargissait dans une dimension

 

macrocosmique .

 

Et pour cela elle rappelle que le Narcisse du mythe

 

ne se contemple pas dans un miroir artificiel , mais bien dans celui de la nature.

 

Ainsi ce qui est important c'est "notre propre enracinement dans l'état originaire

 

auquel nous restons incorporés, tout en nous détachant , comme la plante reste

 

attachée à la terre, bien qu'elle s'en éloigne dans sa croissance vers la lumière",

 

ce qui revient à aller "plus loin que soi même, ne pas être un obstacle à soi-même

 

en tant que moi dans les retrouvailles heureuses avec l'état originaire, encore

 

étranger en moi"

 

Mais le problème ne doit pas être posé seulement au niveau des proclamations et

 

des programmes, mais à celui de la structure de pensée sous-jacente , qui

 

commande à la fois la vision du monde, de l'homme, de la société, de la politique.

 

Pour concevoir la complémentarité de ce qui semble seulement antagoniste et

 

l'antagonisme dans ce qui paraît seulement complémentaire. Et comme le dit

 

encore Morin, tout ça ne peut être tranché,

 

réglé, par simple décret: "Cela nous montre que nous avons besoin d'une nouvelle

 

méthode de pensée, plus riche et complexe que les méthodes encore souveraines

 

aujourd'hui , qui ne savent que disjoindre et réduire".

 

Commencer donc à réfléchir sur la communication, vers une sorte de

 

métacommunication qui puisse nous rendre avisés sur la complexité foncière de

 

tout ce qui a double ou triple niveau/tiroir/fond d' interprétation..

 

.de la réalité...en somme...

 

Désambiguïser l'événement comporte souvent des grandes dérives...comme celle

 

qui vit l'humanité en ce moment même... Guerres, pauvretés, pestilences,

 

richesses bien-être, surplus ... La planète même , dans

 

sa répartition, semble avoir choisi un manichéisme aveugle et aveuglant.

 

Et alors, comment ré-apprendre à penser, d'une façon humaine la moins

 

trompeuse , la moins égoïste, surtout?

 

Peut-être, avec le sentiment urgent de la nécessité de ré- veiller en émergence

 

l'humanité en chacun.

 

En commençant pour constituer des îlots de recherche où l'on s'efforcerait

 

d'élaborer les principes d'une pensée non mutilée/non mutilante, et, d'une façon ,

 

comme si le tout , ne dépendait que de nous mêmes.

 

En premier lieu, considérer et accepter la fragilité de l'identité et réfléchir sur le

 

concept de réalité pré - individuelle .

 

Essayer d'équilibre une certaine radicalité ontologique avec une certaine précision

 

de la pensée politique.

 

Travailler sur un langage , qui dans son essentialité n'abandonne pas le réel, mais

 

qui au contraire puisse arriver à ré-écrire une réalité en pleine syntonie avec son

 

sens.

 

L'art comme formulation d'une nouvelle pensée, d'un nouveau langage, vers une

 

conception plus spirituelle de l'humain. Parce que c'est sur l'esprit le grand pari: il

 

est indestructible et seule la poésie peut sauver l'homme, même dans l'impossible.

 

Aristote disait:" Pour penser il faut être dans un état d'étonnement total".

 

Un étonnement à puiser continuellement dans la magie cachée du réel qui se

 

trouve dans l'abondance et la pluralité infinie des choses qui sont chacune unique,

 

une singularité qui finalement aucun être humain ne pourra jamais maîtriser tout à

 

fait, ni inventorier complètement. C'est cette-ci l'importance de la prise de

 

conscience vertigineuse du devenir humain. Dans un cosmopolitisme des idées et

 

des connaissances diverses, se métamorphoser dans la multiplicité de ses

 

potentialités, même pour se soustraire à un contrle institutionnel, toujours plus

 

envahissant; pour que les contrleurs mêmes puissent arriver à se soustraire à

 

leur propre contrle, en aboutissant à une nouvelle façon de se regarder,comme

 

un nouveau Narcisse, (toujours selon l'interprétation très éloquente de Lou

 

Salomé ), quise regarde dans un miroir d'eau naturel et qui s'identifie avec la

 

nature et avec ce qui l'entoure, dans une profonde conscience du 'soi'...

 

On a profité de ce moment de rencontre pour lancer un appel nécessaire et urgent

 

;parce que si c'est vrai qu'il n'y a pas de progression des libertés dites réelles ,

 

dans la perte des libertés dites formelles on ne discute, malheureusement pas

 

assez sur les thèmes de l' art, de la culture, de l'éducation, parce que, à tort, mais

 

heureusement pas par tout le monde, ils sont des thèmes considérés peut-être

 

secondaires ou tout au plus, comme des épiphénomènes:

 

C'est vrai, la situation est grave, et c'est pour ça qui sont justes et nécessaires

 

ces types de débat et ces moments de réflexion; mais , à cause de quoi tout ça

 

arrive? Il faut essayer d'aller à la racine des choses ...Peut-être parce que on a

 

oublié quelque chose d'essentiel ?: notre esprit.?

 

Pour ça , on croit que le premier acte d'insoumission soit une réflexion ponctuelle

 

justement sur ces thèmes-là. La barbarie se produit à cause de la spécialisation

 

des "savoirs" de plus en plus techniques Une sociologie qui ne voit dans une

 

société que des processus de production et d'organisatione est ainsi

 

aveugle à la réalité des individus , et bien sûr à la conscience , la subjectivité , le

 

sentiment, l'amour , le jeu , la plaisanterie, l'humour.

 

La vraie insoumission c'est une nouvelle façon d'entendre les choses, plus

 

spirituelle (en tous les sens!) Et plus solidaire, cultivée, fraternelle. En étant

 

capables de penser qu'il y a une communauté beaucoup plus ancienne et élargie

 

que celle de ma nation: une communauté proprement humaine, terrienne...

 

Chercher ensemble nouvelles voies...

 

L'ouverture à soi et l'ouverture à l'autre sont effectivement deux faces de la même

 

médaille Il s'agit d'une nouvelle lutte initiale. Il s'agit d'envisager une nouvelle

 

naissance liée à la naissance de l'encore inexistante et potentielle humanité. On

 

est encore à la préhistoire de l'organisation sociale, à la préhistoire de l'esprit

 

humain, l'âge de fer planétaire , comme le dit Edgar Morin.. Parce que une pensée

 

qui reconnaisse l'importance clé du problème de l'erreur , la fragilité de la vérité, le

 

mystère du mythe , la multidimensionnalité du réel ,l'extrême complexité des

 

choses humaines, l'aventure du devenir, sera une pensée complexe. Pour une

 

autre politique il faut une autre pensée.. Vers l'interdisciplinarité...

 

" Atteindre la deuxième naissance, celle parolière, après la naissance biologique ..."(Valéry)

 

Disait Wittegestein:" Ouvrez des écoles, vous fermerez des prisons."

 

Mais, quel langage, quelles écoles, justement?

 

Et d'abord, c'est à chacun de commencer à commencer ne serait-ce qu'avec lui

 

même. Savoir déjà qu'il n'y a pas de formule, pas de recette. Tout peut commencer

 

d'on ne sait où, tout doit commencer de partout , par plusieurs bouts, il faut que

 

plusieurs commencements s'opèrent ensemble, se synchronisent , se synergisent,

 

fassent tourbillon...

 

Parce que la vraie liberté naît de la culture, d'un esprit solide capable de réfléchir

 

sur lui même et de mettre en discussion à chaque instant le peu de certitude qu'il

 

croit posséder.


"Forum sur la désobéissance", CIPC Voltaire, Paris,9 déc.2001

 

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29 décembre 2006 5 29 /12 /décembre /2006 13:46

EXTREME JONCTION

..."ni ceci ni cela ( neti , neti )"*
invisible inconcevable inimaginable indescriptible
immanent transcendant
conscience indivise
Unité " cosmothéandrique "
au-delà… du langage * *
Depuis le commencement
dans toute la création
en chaque conscience humaine
révélée et cachée...
Suivre enrouler ... " le fil d'or " ... * * *
aller au-delà… du signe
à travers l'imagination
concrète
symbolique
intuitive
Philosophia perennis :
attendre
pour atteindre
le "quatrième état" * * * *
à travers la métanoïa * * * * *
Dans un nuage d' "Inconnaissance"
l'Un au-delà… du multiple
Serviteur(s) Souffrant(s) d'une Évidence Implicite

* 'Brihadaranyaka Upanishad' 2, 3, 6,
* * "nous nous servons des mots pour aller au-delà des mots et atteindre l'essence sans parole" (proverbe bouddhiste)
* * * d'un poème de William Blake : "Je vous donne l'extrémité d'un fil d'or , suivez-le, enroulez-le, et il vous guidera jusqu'à la porte du Paradis, ouverte dans le mur de Jérusalem"
* * * * " turiya ", l'état au-delà du corps et de l'esprit, où l'homme s'éveille à son être véritable, où il découvre son Terrain d'origine,
non pas dans l'inconscience , mais ici en pleine conscience.
Au-delà de la veille, du rêve et du sommeil profond , l'état du Soi éveillé dans lequel l'homme trouve la connaissance du Soi .
Au-delà du physique, du mental, dans l'état d' "ananda" , celui de la béatitude consciente. (Chandogya Upanishad)
* * * * * passage de la connaissance rationnelle à la sagesse intuitive


Paris, le 9 juin 2003

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22 décembre 2006 5 22 /12 /décembre /2006 11:15

Manifeste/Antimanifeste/Cyberethnodada N.2¤ Intémoignable/Interminable/Insupportable ... Eutopie

d’une Extrême Jonction*

 

"La philosophie ne sert à rien, dirais tu;

mais sache que justement car privée de tout lien

de servitude elle est le savoir le plus noble."

(Aristote)

 

 

"Nous pouvons être libres

seulement si tout le monde l’est."

(Hegel)

 

 

"L’heure du crime ne sonne pas en même temps pour tous les peuples.

Ainsi s’explique la permanence de l’histoire."

(Cioran)

 

 

"La poésie doit être faite par tous,

non par un."

(Lautréamont)


 

 

Trouver accès à l’insurpassable ...

Réintégrant le transfini à partir du fini...

Pensant, par concepts comme le philosophe, par fonctions comme le scientifique, et aussi, surtout... par sensations... affects, intercept (s), comme ... l’artiste... le poète...

Pour marcher vers la r-évolution...Dans cette zone fiévreuse d'indiscernabilité... incessamment, trans/former/ l’in/form/ation...

 

Un ruissellement impossible à endiguer par les frontières et les vieux codes d’appartenance de la pensée logique/analytique.

Ces trajectoires de formes métamorphiques, profondément conscientes des préjugés culturels, rendant progressivement inutilisables les structures, désormais obsolètes, qui prétendent pouvoir décrire les mécanismes opérationnels du monde, stimulent intensément l’effort créatif, et suggèrent... subtiles et insaisissables... a/ventures... d’êtres pré/liminaires...

Qui osent se dresser contre toutes les évidences du jour...

Sur une voie apophatique qui produit son propre antidote libérateur aux contraintes des parois positivistes, opaques et infranchissables, de la vision ordinaire des choses...

En décembre 2001, cent hommes de science contemporains, Prix Nobel, ont participé au "Peace Prize Centennial Symposium" et ont fait une déclaration. "Le danger le plus profond pour la paix dans le monde dans les prochaines années", ont ils dit, "ne résultera pas d’actes irrationnels d’états ou d’individus mais des questions légitimes des évincés du monde... Si nous permettions à la puissance dévastatrice des armes de se répandre à travers ce paysage humain inflammable, nous déclencherions une conflagration qui pourrait emporter (engloutir) soit riches que pauvres". Les chercheurs ont conclu: "Pour survivre dans le monde que nous avons transformé, nous devons apprendre à penser d’une manière nouvelle".

Irremplaçable alors le geste évolutif de fusionner les droits humains : l’"Habeas corpus", à la reconnaissance et à la protection de la conscience individuelle dans toutes ses formes : l’"Habeas animam".

Précisément tenté par cette nécessité, assisté par l’Ange du retournement et escorté par l’originaire intuition d’un horizon cosmologique à atteindre - absolument - notre groupe * s’est attribué, en tant que problème poïétique, l’ouvrage existentiel d’étreindre, dans l’espace de sa destinée singulière et commune, la pratique - de l’extrême jonction - ...

...Entre... le souci du soi et la déprise de soi ; entre une philosophie de la conscience et une philosophie de la création; entre l’individuel et le collectif; entre la révolte et la révolution; entre la subjectivation et la désubjectivation; entre le social et le politique; entre une principe individuel et personnel et un principe impersonnel, non-individuel ; entre la fatalité d’enfermement et d’égarement et un ailleurs virtuellement paradisiaque ; entre un virtuel et un actuel; entre le singulier et l’universel... entre l’envers et l’endroit ; entre l’intérieur et l’extérieur; entre l’animus et l’anima; entre la solitude et la ré-union; entre le silence et le langage; entre l’ouvert ... et le dehors ... entre le dépli ... et le surpli.

Entre le ruban de Möbius et le labyrinthe...

Encore et enfin, entre entendement analogique/synthétique et jugement logique/analytique...

Vers... une ré-flexion en spirale qui, inexhaustible, s’é-lève sur elle-même; s’étend dans un lointain propice; trouble et dé-compose les évidences jusqu’à frôler l'esprit profond... de la complexité...

A travers un dia-logue étendu, une intention/en tension , une impensabilité ininterrompue...

Dans l'espérance d’une parole de surgissement, d’élargissement, d’imprévu...

Une parole poétique qui découvre en cherchant...

Pour ne pas abdiquer, pensée après pensée...

Alors, de la page écrite à la ré-union du collectif, de la manif à l’atelier... continuer à se questionner en se promenant ...interrogarsi camminando... Sans jamais se résigner à accepter l'ambivalence inéludable des choses... mais plutôt s’entraîner à des jonctions - sans soustractions - pour survenir à des symphonies qui amènent à l’intro-communication, l’intro-action , l’intro-connexion ... des extrêmes...

Enquêter, sonder, s’interroger - infatigables - en agissements résistants... Aux séparations, aux antagonismes, aux fragmentations, qui, de façon opiniâtre et avec un regard qui ne fait qu’interroger un extérieur, encore persistent à manœuvrer les relations très complexes entre science, culture, société. Bâillonnées par des interdits psychologiques et limitées en un artifice arbitraire.

Pari audacieux du discours poétique... bâtisseur d’espace, guetteur du réel caché...

Il y a là quelque chose qui passe au delà de toute considération de "l’art pour l’art" ou de "l’art pour la beauté", quelque chose qui embrasse et réconcilie, encore une fois, les deux tendances et leur opposition. Un élargissement qui pressente sans trêve d’autres présences, d’autres ir-réalisés plus arcanes ou intimes, un devenir qui est en quête d'une âme derrière les choses et les êtres, l’esprit et ses pouvoirs, et qui pourrait être le lieu inépuisable d’un art encore plus emblématique, pénétrant ...Une aperception commune en échange continuel. C’est à dire esthétique, spirituel, social... L’affaire de tous, donc, l’activité pro-ductive - poïétique - par excellence... l’engagement le plus haut, quand il est authentique....

Dans un champ d’in/form/ations actives, finement et finalement entrelacées .Où des singularités se manifestent parce que cela fait sens pour elles, parce que cela les constitue individuellement ou collectivement. Pour ouvrir le champ de la pensée hors de la société du travail et de la production, renforçant la disposition au don et à la gratuité, vers une économie au service de la culture et de la réalisation du soi...

Des êtres, Pré-liminaires, en cette préhistoire de société à venir... Qui défient la logique et ouvrent la voie à la pensée analogique ...

Conscients que le devoir fondamental de l'humain soit celui d'agir en sorte que tout un chacun, sans exception, puisse vivre son unicité, dans le plein développement de la Con-naissance...

Conciliant la réalisation de sa propre auto-création avec celle des autres...

Un savoir du multiple et de la possibilité inouïe, de la métamorphose, d’un infiniment ouvert, inscrit depuis toujours dans notre même corps, et dans lequel enfin trouver demeure...

Emetteurs-récepteurs-transformateurs, qui n’ont pas fait des compromis avec l'histoire, avec son idée d’ordre et de désordre, de séparation et de ségrégation; appelés à dé-voiler les caractéristiques les plus secrètes de l’être... A construire, plutôt mettant en commun...

En étant éveillé -à tout moment - à notre penser, à notre sentir; au delà du seuil des accumulations et des conditionnements...

Non pas pour obtenir mais, par contre, pour ré-dé-couvrir et re-con-naître...

Un lointain tellement proche... Si seulement on arrivait à le com-prendre... Et se dé-prendre du ne pas tellement inconscient modèle dualiste et linéaire.

Certains affirment: "La pensée ne peut être révolutionnaire qu’à condition que les acteurs des luttes puissent se l’approprier"... On est d’accord ; mais on ajouterait que, pour être vraiment r-évolutionnaire, plus on "se" sollicite parce que un langage devient davantage riche, polysémique, presque poétique, plus on aura des chances à parvenir à la com-préhension de la complexité que nous sommes nous mêmes... pauvres, militants, artistes. Et ainsi constater le pouvoir que peut avoir l'in/form/ation de triompher face à la force pure et de ramener l'autorité du savoir, justement, à la condition poétique de toute transmission de parole.

Puisque, comme l’affirme Jacques Rancière: "Il n'y a pas d'ignorant qui ne sache une multitude de choses et c'est sur ce savoir, sur cette capacité en acte que tout enseignement doit se fonder. Instruire peut donc signifier deux choses exactement opposées: confirmer une incapacité dans l'acte même qui prétend la réduire ou à l'inverse, forcer une capacité, qui s'ignore ou se dénie, à se reconnaître et à développer toutes les conséquences de cette reconnaissance. Le premier acte s'appelle abrutissement, le second émancipation. (...) L'instruction est comme la liberté elle ne se donne pas, elle se prend."

Car... AU terrible interrogatif impossible à conceptualiser QUI VIT , impuissant et heureux, dans les silences de la solitude de nos profondeurs on peut essayer de donner un ECHO seulement si on ESSAYE de lui donner une VOIX ...

Au delà du seuil surveillé de la faute et de la honte... de l’intégration dans un marché, du profit d’un gain ou d’une reconnaissance sociale.

Même un graffiti sur un mur ou sur la porte des latrines, une phrase sur une pancarte brandie par une "singularité plurielle et quelconque", dénouée d’appartenances trop affichées dans une manif, nous aident à réfléchir -et parfois déchirent des nouveaux horizons, peut-être évidents, mais jusque-là restés en "blanc", simples bruits parasites...-nous projetant vers une con-naissance démocratique... Inhérente à la nature et à tout objet lui faisant partie.

Une Con-naissance qui n’est pas une possibilité en plus, ni un choix, mais une fonction du vivre, essentielle, comme celle de la respiration, et qui cherche la vraie liberté dans une libération à l’égard de la loi.

(Et) qui puisse intégrer les sagesses analogiques anciennes et la compréhension scientifique moderne, vers une ré-alis-ation de l’être profondément connecté au tout.

Où l’"ici et maintenant" fusionnent avec d’autres lieux et temps lointains.

Comme l’unité holographique qui contient en soi la matrice de l’information totale du système dans laquelle elle est incluse

C’est pourquoi, dans un univers de médiation en lequel chacun sert partiellement de moyen aux autres, pour "réduire l'hétérogénéité, à un niveau supérieur" (Deleuze), se raconter et se deviner les uns les autres,- sans se considérer à part.-

Avec "le sentiment aristocratique de l’égalité avec tout ce qui vit" , comme disait Pasternak.

Pour re-donner à la politique la dimension d’un art, d’une gnose, et pourquoi pas d’un salut...

Oeuvrant dans une réalité éclairée par le présage de son devenir...

Avec une conscience de soi qui est en même temps la conscience de l’existence même...

Et qui veille, pour le moment, dans les marges et dans l’urgence...

...De la lumière incohérente à la lumière cohérente...

.... Quand l’exception était la règle... une règle non conventionnelle...

(Rien à voir, bien sûr, avec "l’état d’exception", dans lequel vive actuellement la majorité des sociétés occidentales et non...)

 

Interagir/intro-agir dans un espace des possibilités ou des potentialités , un "espace d’Hilbert, comme diraient certains physiciens. Dès lors, l’univers suggère le plus l’idée d’une imposante pensée que d’une écrasante machine ... Une unité globale organisée d’intro/relations entre éléments, actions, individus...

Et alors, si l'évolution est une évolution qui élargit de plus en plus la matière psychique de l’être humain, comme disent certains philosophes; et s’il existe une analogie entre le système psychique et le système quantique, comme affirment certain scientifiques, de la même manière la matière psychique est matière quantique. Matière qui devient esprit; alchimie mystérieuse de ce qui est, n'est pas et devient. dans une évolution qui augmente de plus en plus la matière psychique de l'homme. . .

Le sacré donc, auquel milliers d’années d’histoire criante se sont frotté, à travers l‘agencement inconsidéré d’intuitions, con-naissances, pres-sentiments originaires et divers, profanés et institutionnalisés, faussés et fléchis, jusqu’à trans-former le spirituel en l’instrument infecte et perverti de l’esclavage des consciences.

L’entendement lucide de la mystification immémoriale de ce primordial de la part de certaines d’entre elles ....ne suffit pas à les libérer de la logique souveraine sous-jacente à l’imposture , celle d’un dualisme solide et enraciné, responsable de surcroît de l’escamotage ultime cartésien qui a offert sur un plateau d’argent à une science et à une politique "sans âme", sans grâce, sans désintéressement...une connaissance et une vision du monde mécanique/mécanisé et aveugle à l’extrême pauvreté et aux abus de l’humain sur l’humain... Qui exclue de la vie ce qu’on a vécu et de la compréhension ce qu’on a compris...

Et ce n’est donc pas un hasard que notre dernier manifeste/anti-manifeste joue avec Dada, dans l’implication conjointe de l’op-position vive à l’absurdité meurtrière de la politique contemporaine et l’expression artistique déployée sur des plans inhabituels, Dans une vision anarchique pure de l'existante, qui défait toute possibilité d’une politique conçue comme puissance d’un seul sur plusieurs ou de plusieurs sur plusieurs... dans une volonté de re-ve(ni)r à un affect primordial, à travers le plus grand acte de création, celui de la re-construction de soi même et des autres comme êtres finalement libres ... à travers une pratique de ré-cré-ation inévitablement liée à l’in-ter-vention r-évolutionnaire dans le quotidien...

En quête d’explosion spirituelle , - "les non-dupes errent", disait Lacan- nous vagabondons alors , comme les planètes, d’une offre politique-poétique-artistique à l’autre; aucun parti, aucune mouvance, aucun groupe, interdits de la densité de l'événement, ne pouvant vraiment nous satisfaire, avec leur caractère d’inassignation aux discours, grégaire ... et non syntropique...

Pour la raison que le danger, en art comme en politique - ergo, dans la vie - c’est justement celui de se laisser engloutir dans la logique d’un geste de pouvoir qui se saisit lui même en termes d’appropriation ou d’expropriation, aussi quand on poursuit un chemin qui se veut alternatif ...

Ainsi ce qui pourrait sur-venir ce ne sont que des mots, comme dirait Beckett , des mots qui essayent d’instaurer une relation nouvelle avec les choses, fondée sur la ré-écriture de l’ir-réalisé et préservée des griffes de l’"utile"...

S’étonner des signes dans le don révélateur de représentations incessamment en cours de remotivation, de correspondances pérégrines, creusées dans les mots... pour assumer et supporter, poétiquement et politiquement... cette question, dette, inquiétude, manque, qui depuis toujours, est "en soi" de celui qui parle " par poésie "... lucide d’être...con-naissance encore dans les limbes...

Partant, en face d’un capitalisme informationnel qui nous laisse croire à une liberté comme nécessité de choisir - c’est-à-dire de renoncer - amener au langage ce dont il nous prive de présence et de vie; remontant de l’affect à la parole, transmettant les vécus, le mystère et l'émotion qui la précèdent... et qui la rendent possible... cette parole...

Du moment que l'ensemble des moyens d'expression coopèrent à la construction du monde, pas simplement à son interprétation ...

Pour nous, c’est ça l’art, la poésie, la poïétique, la politique... : la multiplication des possibilités de la révélation/r-évolution à travers la vocation évocatrice et subversive du mot. Son outrage, son aller au-delà de l’ordre constitué des significations... son être livré à quelque chose qui sans cesse se refuse ... l’inobservable... l’inapparent... l’insaisissable...

Et, "n’y renoncer, sous aucun prétexte"...



¤ Le premier manifeste/antimanifeste "Cyberethnodada" a été présenté en 1996 à la Galerie Communale de Créteil, et signalé sur la presse italienne (Il Mattino, Corriere della sera...), française (Radio Nova, Radio Aligre, Nova Magazine, Le Républicain, Art Presse, Officiel des arts...), américaine ( Night, New York Art...)


* Depuis 1977, entre Gutenberg et McLuhan, le groupe Extrême Jonction, ou les chaosonautes du réel caché,
formé par Angelo Ermanno Senatore (peintre/ poète/performer/chercheur interdisciplinaire) et Eva Rachele Grassi ( philosophe /poète),
sur les traces de Leonardo da Vinci, père de l'interdisciplinarité,
et sur les pas des avant-gardes (dada, futuriste, situationniste, cobra, actionniste, fluxus...)
et traversant, en la ré-interprétant, l'esthétique relationnelle,
surfe toujours , au gré des vicissitudes individuelles et communes,
entre l'équipe inter-média d'artistes chercheurs - vouée au "partage du sensible" -
et l'individuation psychique collective et sociale .
Oeuvrant pour un futur possible de l'eutopie, dans ce moyen âge technologique de passage.
Persistant à se consacrer à l'alchimie des mots, des formes , des couleurs, des sons, des "actions"...
Contribuant à préparer les éléments qui bientôt permettront d'investir l'avenir.
TOUS ensemble...
Dans l'"extrême jonction" des différentes sensibilités...
à travers la "jonction immédiate" de toutes les catégories de r-ésistants:
artistiques, culturelles, politiques, sociales ...
Une "grande alliance" des ecologies sociales des esprits; pour réfléchir à une autre boîte à outils,
pour re/construire (en dé/construisant) un art, une culture des devenirs r-évolutionnaires...
Prouvant avant tout sa propre présence au présent...

 

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21 décembre 2006 4 21 /12 /décembre /2006 12:36

 

MANIFESTO/ANTIMANIFESTO CYBERDADA N.2¤

Intestimoniabile/Interminabile/Insoppo
rtabile

...Eutopia...

di una Extrême Jonction*

 

"La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che giustamente perché priva di ogni legame di schiavitù essa é il sapere più nobile"(Aristotele)

"Possiamo essere liberi solo se tutti lo sono" (Hegel)

"L’ora del crimine non rintocca nello stesso momento per tutti i ,popoli. Cosi’ si spiega la permanenza della storia." (Cioran)

"La poesia deve essere fatta da tutti, non da uno solo" (Lautréamont)


 

 

 

 

Sperimentare l’accesso all’inaccessibile...

Ri-generarando il transfinito a partire dal finito

Pensando per concetti come il filosofo, per funzioni come lo scienziato, e ancora, e al di là... per sensazioni, affetti, flussi, come l’artista, il poeta...

Per sol-levarsi verso la ri-voluzione evoluzione...

In questa zona fiammeggiante dell’in-decifrabile...incessante/mente..." trans/formare l'"l’in/form/azione...

E, come una rete senza giunture, evolvere, non in uno spazio che contiene la cosa...ma con uno spazio formato intimamente dalla cosa in sé. Essendone il movimento.

Una singolarità che implica il "comune" di un pensiero analogico-sintetico.

Uno s-correre che le frontiere e i vecchi codici di appartenenza del pensiero logico-analitico non potranno arginare.

Queste traiettorie di forme metamorfiche, profondamente coscienti dei pregiudizi culturali, rendendo progressivamente inutilizzabili le strutture, ormai obsolete, che pretendono poter descrivere i meccanismi operazionali del mondo, stimolano intensamente lo sforzo creativo, e suggeriscono... sottili e inafferrabili...av/venture di esseri pre/liminari...

Che osano ergersi contro tutte le evidenze del giorno...

Su una via ‘apofatica ‘che produce il proprio antidoto liberatore alle costrizioni delle pareti positiviste, opache e insormontabili, della visione ordinaria delle cose...

 

Nel dicembre 2001, cento scienziati contemporanei, Premi Nobel hanno partecipato al "Peace Prize Centennial Symposium" e hanno fatto una dichiarazione. "Il pericolo più profondo per la pace nel mondo nei prossimi anni", hanno detto, "non deriverà da atti irrazionali di stati o di individui ma dalle domande legittime degli spodestati del mondo ... se allora permettessimo alla potenza devastante delle armi di espandersi attraverso questo paesaggio umano infiammabile, noi provocheremmo una con/flagrazione che potrebbe travolgere (inghiottire) sia "ricchi che poveri". Gli scienziati hanno concluso; "Per sopravvivere nel mondo che noi abbiamo trasformato, dobbiamo imparare a pensare in un modo nuovo." (Laszlo E., Oltre la crisi. )

 

Irrimpiazzabile allora il gesto evolutivo di fusionare i diritti umani: l’"Habeas corpus" al riconoscimento e alla protezione della coscienza individuale in tutte le sue forme: l’"Habeas animam".

Precisamente tentati da questa necessità, assistiti dall’Angelo del "retournement" e scortati dall’originaria intuizione di un orizzonte cosmologico da conquistare-assolutamente-il nostro gruppo* si é attribuito, come problema poietico, l’opera esistenziale di abbracciare, nello spazio del proprio destino singolare e comune, la pratica- dell’"extrême jonction"...

...Fra...la cura del sé e il distacco da sé; fra una filosofia della coscienza e una filosofia della creazione; fra l’individuale e il collettivo; fra la rivolta e la rivoluzione; fra la soggettivazione e la desoggettivazione; fra il sociale e il politico; fra un principio individuale e personale e un principio impersonale, non individuale; fra la fatalità di chiusura e di smarrimento e un altrove virtualmente paradisiaco; fra un virtuale e un attuale; fra il singolare e l’universale...fra il diritto e il rovescio; fra l’interiore e l’esteriore; fra l’animus e l’anima; fra la solitudine e la ri-unione; fra il silenzio e il linguaggio; fra l’aperto... e il fuori..fra l’intuizione e il concetto.

Fra il nastro di Möbius e il labirinto...

Ancora e infine, fra comprensione analogico/sintetica e giudizio logico/analitico...

Verso... una riflessione a spirale che, inesauribile, s’e/leva su se stessa; si spinge in un lontano propizio; turba e de/compone le evidenze fino a sfiorare lo spirito profondo ... della complessità...

Attraverso un dialogo esteso, un’intenzione in tensione, una impensabilità ininterrotta...

Nella speranza di una parola di emergenza,di ef-fusione, d’imprevisto...
Una parola poetica che s-copre, cercando...

Per non abdicare, pensiero dopo pensiero...

Allora, dalla pagina scritta alla ri-unione del collettivo, dalla manifest/azione all’atelier, continuare ad interrogarsi camminando.... Senza rassegnarsi ad accettare l’ambivalenza ineludibile delle cose... ma pittusto esercitarsi a "jonction(s)" - senza sottrazioni- per approdare a sinfonie che guidano all’intro-comunicazione, l’intro-azione,l’intro-connessione degli extrême(s)...

Inquisire, sondare, indagare -infaticabili- in im/prese r/esistenti... Alle separazioni, agli antagonismi, alle frammentazioni, che, testardamente e con uno sguardo che non fa che interrogare un esteriore, ancora persistono a manovrare le relazioni complesse fra scienza, cultura, società. Imbavagliate da interdetti psicologici e limitate in artifizi arbitrari.

 

Audace scommessa del discorso poetico...creatore di spazi, sentinella della realtà nascosta...

...Qualcosa che va al dilà di tutte le considerazioni dell’"arte per l’arte" o dell’"arte per la bellezza", qualcosa che include e riconcilia, ancora una volta, le due tendenze e la loro opposizione. Una dilat/azione che pres-agisce senza tregua altre presenze, altri ir-realizzati più arcani o intimi, un di-venire che é alla ricerca di un’anima dietro le cose e gli esseri, lo spirito e i suoi poteri, e che potrebbe essere il luogo inesauribile di un’arte ancora più emblematica, penetrante... Un’apercezione comune in continuo scambio. Estetica, spirituale, sociale...Il compito d’ognuno, l’attività pro-duttiva - poietica- per eccellenza... L’impegno più alto quando é autentico...

In un campo d’inf/orm/azioni attive, finemente e finalmente intrecciate. In cui delle singolarità si manifestano perché cio’ crea il senso che le costituisce individualmente e collettivamente. Aprendo il campo del pensiero al di là della società del lavoro e della produzione, rinforzando la disposizione al dono "dovuto" e alla gratuità, verso una economia al servizio della cultura e della realizzazione del sé...

Degli esseri, Pre-liminari, in questa preistoria di società a venire... Che sfidano la logica e aprono la strada al pensiero analogico... Coscienti che il dovere fondamentale dell’umano sia quello di agire perché ognuno, senza eccezione, possa vivere la propria unicità, nel pieno sviluppo della Conoscenza...

Conciliando la realizzazione della propria auto-creazione con quella degli altri...

Un sapere della molteplicità e della possibilità inaudita, della metamorfosi, di un infinitamente aperto, da sempre iscritto nel nostro stesso corpo, e nel quale finalmente trovare dimora ...

Trasmettitori-ricevitori-trasformatori, che non hanno fatto compromessi con la storia, con la sua idea d’ordine e di disordine, di separazione e di segregazione; chiamati a s-velare le caratteristiche più segrete dell’essere... A costruire, piuttosto mettendo in comune...

Restando desti - ad ogni istante- al pensare, al sentire; al di là della soglia delle accumulazioni e dei condizionamenti...

Non per ottenere , bensi’ per ri-scoprire e ri-conoscere...

Un lontano talmente vicino... Se soltanto si riuscisse a com-prenderlo... Congedando il non talmente inconsapevole modello dualista e lineare...

Alcuni affermano:" Il pensiero non puo’ essere rivoluzionario che a condizione che gli attori delle lotte possano appropriarsene"... Pur condividendo tale affermazione, aggiungeremmo che, per essere veramente rivoluzionario, più ci "si sollecita" perché un linguaggio divenga maggiormente polisemico, quasi poetico, più si avrà la possibilità di avvicinarsi alla com-prensione della complessità che noi stessi -poveri, militanti, artisti- siamo. Constatando cosi’ il potere che puo’ avere l’in/form/azione di trionfare di fronte alla forza pura e riportare l’autorità del sapere, giustamente, alla condizione poetica di ogni trasmissione di parola.

Poiché, come afferma Jacques Rancière:"Non esiste ignorante che non conosca una moltitudine di cose, ed é proprio su questo sapere, su questa capacità in atto che ogni insegnamento deve fondarsi. Istruire puo’ dunque significare due cose esattamente opposte: confermare una incapacità nell’atto stesso che pretende ridurla, o al contrario, forzare una capacità che s’ignora o si nega, a ri-conoscersi e a sviluppare tutte le conseguenze di questo riconoscimento. Il primo atto si chiama abbrutimento, il secondo emancipazione.(...) L’istruzione é come la libertà; essa non si dona, si prende."

Perché...al terribile interrogativo impossibile da concettualizzare e che vive, impotente e felice, nei silenzi della solitudine delle nostre profondità si potrà cercare di dare un eco solo cercando di dargli una voce...

Al di là della soglia sorvegliata della colpa e della vergogna...dell’integrazione in un mercato, del profitto di un guadagno o di un riconoscimento sociale.

Anche un graffiti su un muro o sulla porta delle latrine, una frase su un cartello sbandierato da "una singolarità plurale e qualsiasi", elettrone libero , sciolto da appartenenze troppo manifeste in un corteo, ci aiutano a riflettere e a volte, squarciando nuovi orizzonti, forse evidenti, ma fino a quel momento restati "in bianco", semplici rumori parassiti... ci proiettano verso una conoscenza democratica... Inerente alla natura e ad ogni elemento che la costituisce.
Una conoscenza che non sia una possibilità in più, né una scelta, ma una funzione di vivere, essenziale come quella della respirazione, e che cerca la vera libertà in una liberazione di fronte alla legge.
Che possa integrare le saggezze analogiche antiche e la comprensione scientifica moderna, verso una realizzazione dell’essere profondamente connesso al Tutto.

Dove "il qui e l’ora" fusionano con "altri" luoghi e "altri" tempi...

Come l’unità olografica che contiene in sé la matrice dell’informazione totale del sistema nel quale é inclusa.

 

Percio’, in un universo di mediazione nel quale ognuno serve parzialmente di mezzo agli altri,"per ridurre l’eterogeneità, a un livello superiore" (Deleuze), raccontarsi ed indovinarsi gli uni agli altri, senza considerarsi a parte.
Con "il sentimento aristocratico dell’uguaglianza con tutto cio’ che vive", comme diceva Pasternak.

Per ri-donare alla politica la dimensione di un’arte, di una gnosi, e perché no di una liber/azione... Agendo in una realtà illuminata dal presagio del proprio divenire...

Con una coscienza di sé che é nello stesso tempo la coscienza dell’esistenza stessa...

E che veglia, per il momento, nei margini e nell’urgenza...
Dalla luce incoerente alla luce coerente...

 

...Quando l’eccezione era la regola...una regola non convenzionale...

(Niente a vedere, chiaramente, con lo "stato d’eccezione", nel quale vive attualmente la maggioranza delle società occidentali e non...)

 

Interagire, introagire in uno "spazio di Hilbert", come direbbero alcuni fisici.

D’altronde, l’universo suggerisce di più l’idea di un imposante pensiero che di uno schiacciante dispositivo...

Una unità globale organizzata da intro/relazioni tra elementi, azioni, individui... in un’evoluzione che aumenta ad ogni istante la materia psichica dell’uomo.

 

E allora, se l’evoluzione é un’ evoluzione che aumenta la materia psichica dell’essere umano, come affermano alcuni filosofi; e se esiste un’analogia fra il sistema psichico e il sistema quantico, come asseriscono altri fisici, nello stesso modo la materia psichica é materia quantica. Materia che diviene spirito; alchimia misteriosa di cio’ che é, non é , e diviene...
Il sacro dunque, al quale migliaia d’anni di storia vociante-deformante hanno sottratto,  inconsiderata/mente, intuizioni, conoscenze, pre-sentimenti originari e diversi. Profanando e istituzionalizzando, falsando e incurvando... Fino a trasformare lo spirituale nello strumento infetto e pervertito della schiavitù delle coscienze.

L’intendimento lucido della mistificazione immemoriale di questo primordiale da parte di alcune fra queste...non basta a liberarle dalla logica suprema sottostante all’impostura, quella di un dualismo solido e radicato, responsabile per di più dell’astuzia ultima cartesiana che ha offerto su un piatto d’argento ad una scienza e ad una politica "senza anima", senza grazia, senza disinteressamento... una conoscenza e una visione del mondo meccanica/meccanizzata e cieca all’estrema povertà e agli abusi dell’umano sull’umano... Che esclude dalla vita cio’ che si é vissuto e della comprensione cio’ che si é compreso.

Non é dunque un caso che il nostro ultimo manifesto/anti/manifesto insista a giocare con dada, nell’implicazione congiunta dell’opposizione viva all’assurdità assassina (mortifera) della politica contemporanea e l’espressione artistica dispiegata su piani inusitati. In una visione anarchica pura dell’esistente, che impedisce ogni possibilità di una politica concepita come potere di uno solo su molti o di molti su molti... In una volontà di ri-tornare ad un affetto primordiale, attraverso il più grande atto di creazione , quello della ri-costruzione di se’ tessi e degli altri come esseri finalmente liberi... Attraverso una pratica di ri-creazione inevitabilmente legata all’in/ter/venzione ri-e-voluzionaria nel quotidiano...

 

In cerca di esplosioni spirituali, - i non stolti vagano- ( Lacan), Extrême Jonction vagabonda allora, come i pianeti , da un’offerta politica, culturale, artistica, sociale ... all’altra; nessun partito, nessun gruppo, nessuna corrente, nessuna "mouvance" potendo veramente soddisfarlo, con il loro caratttere di inassegnazione al discorso, gregario e non sintropico...

Per il motivo che il pericolo, in arte come in politica - ergo, nella vita- é giustamente quello di lasciarsi inghiottire nella logica di un gesto di potere che coglie se tesso in termini di appropriazione e di espropriazione, anche quando si segue un percorso che si vuole alternativo....

Cosi’ cio’ che potrebbe soprav-venire non sono che parole, come direbbe Beckett, delle parole che cercano di instaurare una relazione nuova con le cose, fondata sulla ri-scrittura dell’irr-realizzato e preservata dagli artigli dell’"utile"...

Meravigliarsi dei "segni", nel dono rivelatore di rap-presentazioni incessante/mente in corso di rimotivazione, di corrispondenze peregrine, scavate nelle parole ... Per assumere e sop-portare, poeticamente e politicamente... questa domanda, debito, irrequietezza, mancanza, che da sempre , é" nel sé" di colui che parla per poesia... Lucido di essere ... conoscenza... ancora nei limbi...

Dunque, di fronte a un capitalismo in/formativo che ci lascia credere ad una libertà come necessità di scegliere, -cioé di rinunciare- portare al linguaggio cio’ di cui ci priva di presenza e di vita; rimontare dall’affetto alla parola, trasmettendo il vissuto, il mistero e l’emozione che la precedono... e che la rendono possibile...questa parola...
Dal momento che l’insieme dei mezzi d’espressione cooperano alla costruzione del mondo, non semplicemente alla sua interpretazione...

Per noi, é questa l’arte, la poesia, la poietica, la politica...; la molteplicità delle possibilità della rivelazione/ri-evoluzione attraverso la vocazione evocativa e sovversiva della parola. Il suo oltraggio, il suo oltrepassare l’ordine costituito dei significati... Il suo essere affidato a qualcosa che continuamente si rifiuta... L’inosservabile...l’inapparente...l’impercettibile...

 

E, "n’y renoncer, sous aucun prétexte"...


 

 

¤ Il primo manifesto/antimanifesto "Cyberethnodada" é stato presentato nel 1996 alla Galleria Comunale di Créteil (Paris), e segnalato sulla stampa italiana (Il Mattino, Corriere della sera...), francese (Radio Nova, Radio Aligre, Nova Magazine, Le Républicain, Art Presse, Officiel des arts...), americana ( Night, New York Art...)



*Dal '77, tra Gutenberg e McLuhan, il gruppo Extrême Jonction, o i Caosonauti dell'inespresso,
formato da Ermanno Angelo Senatore (pittore/ poeta/ performer/ "chercheur" interdisciplinare) et Eva Rachele Grassi ( filosofo /poeta),
sulle tracce di Leonardo Da Vinci, padre dell'interdisciplinare,
e sui passi delle avanguardie (dada, futuristi, situazionisti, cobra, azionisti, fluxus...)
e attraversando, re-interpretandola, l'estetica relazionale,
naviga ininterrotta/mente, secondo le vicissitudini individuali e comuni,
tra l'équipe inter-media d'artisi ricercatori- votata al "partage du sensible"-
e l'individuazione psichica collettiva e sociale.
Operando per un futuro possible dell'"eutopia", in questo Medio Evo tecnologico di passaggio.
Persistendo a consacrarsi all'alchimia delle parole, delle forme, dei colori, dei suoni, delle "azioni"...
Contribuendo a preparare gli elementi che , presto, permetteranno di investire l'avvenire.
TUTTI insieme...
Nell'"extrême jonction" delle differenti sensibilità...
con la "jonction immédiate" di tutte le categorie di r/esistenti; artistiche, culturali, politiche, sociali...
Una "grande alleanza" delle ecosofie sociali ; per ri-flettere ad un'altra "boîte à outils",
per strutturare (di-strutturando) un'arte, una cultura dei divenire ri(e)voluzionari...
Provando innanzitutto la propria presenza al presente...



 

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20 décembre 2006 3 20 /12 /décembre /2006 00:00
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19 décembre 2006 2 19 /12 /décembre /2006 14:52

Activités Artistico-culturelles :

1977: Doctorat en Philosophie: Université de Salerne
1979-1993: Consultante Psychologue: Hôpital de Polla (Sa)
1981: Publ Ed. Poligraf (recherche psicho-sociologique)
1982: Publ. Ed. Poligraf (recherche psicho-sociologique)
1983: Doctorat en Sociologie: Université de Salerne
1983-85: Professeur de Sociologie à L'Ecole Supérieure d'Infirmiers Professionnels de L'Hôpital de Polla (Sa)
1984: Perseguitati-Inquieti"(vidéo-installations,poésie Visuelle, performance),Office Tourisme, Salerno

Publ. "Calore-Pallore", Ed.Ripostes

1985: Ouverture de la Galerie "Inter/Prise", Salerno

"L'avventura sonovisiva: nel vento l'evento"Inter/Prise

"East Village, Art Situation '85",
avec Cleveland,Haring,Warhol.

1986: Galerie 'Trattistambiente',Berlin Ouest

"Olduvai", 'Studio '85', Napoli

"Con-fusione"avecBianchi,Fioramanti,Contreras,Dominelli,Frolet,Parres,
Schifano,Pulvirenti,Willburger, Pizzi, Wang-Po-Shu ; Inter/Prise

Publ. "Curriculum Vitae", Ed. Ripostes

"Hallo Halley", Inter/Prise

"Salotto trattista", Inter/Prise

"Irruzioni Mediterranee",Café Primo, Berlin Ouest

"Internazionale d'arte' Castello Colonna, Genazzano
(note critique sur catalogue)

"AssenzaPresenza", (inst. Poét.) Trattistambiente,Berlin Ouest

"Outdoors", C.Studi, Posillipo, Napoli

"450 Danke Bitte, Farben party",Inter/Prise

1987: "Olduvai" G. S. Marco, Roma

"Trattistambiente,Atelier Berlin"G.Il Punto, Velletri

"Semi di Luce"
1ère festival int. Art électronique (idéa-projet-organisation),
avec le critiqueAchille Bonito Oliva; S.M.S. Lanzalone, Salerno

1ère Biennale d'arts plastiques, Alger

Réalisation vidéo; "Au revoir ici, n'importe où"

"Kon-Fusion", Schwarzes Café, Berlin Ouest

"Irruzioni da ignoto",
Café Swing Berlin Ouest

C.Culturel; Université: Stoccolme

Festival d'art électronique, Camerino

Numéro zéro de la fanzine "Post-Prise-News"

1988: "Semi di Luce", 2ème festival int.d'art électronique
Castello Arechi, Salerno

Réal. Vidéo: "Rincorrere parole d'acqua"

1ère édition "Videoculture", avec Fabbri,Virilio, Baudrillard
(Intervention sur catalogue) Université Napoli

Publ. "Semi di Luce", Ed. Mairie de Salerno

2ème Biennale d'arts plastiques, Alger

C.Culturel Français ; Association Nationaledes Artistes Plasticiens
du Sénégal (A.N.A.P.S.) Dakar.

Réal. Vidéo "Midnight Movie Festival"

Installation sur fleuve:"Rincorrere parole d'acqua" à l'occasion de l'édition "Le porte dell'acque/La Chiena" organisée par Angelo Riviello /Campagna

1989: Réal. Vidéo : "A' la source de l'origine" Sénégal

"Jonction Immediate", Galerie 3 , Athènes

"Africa Cinema", Cinema Capitol, Salerno

"Insinuazioni di nuova realtà", 3ème festivald'art électronique Semi di Luce, en coll. avec FranceTelecom, Ambassade française en Italie, Office Tourisme, Salerno

Publ. "Insinuazioni di nuova realtà", Ed. Phoenix

2ème édition " Videoculture. Punti di vista ovvero i valori. Europa Elettronica" ,avec Fabbri, Virilio. Université Napoli

1990: Ouverture "Art Studio Inter/Prise-Art d'appartement", Salerno

Réal. Vidéo "Bucuresti '89", reportage sur la Révolution en Roumanie,
avec interviews au Président de l'Association nationale des artistes
et au Ministre de la Culture Andreji Plesu. En coll. avec David Thompson

"Artecologia mediterranea", Paestum

Publ. Ed. La lancia di Gorgia

1991: Ouverture de la Galerie "Temp-i-o 2000"à Athènes et à Salerne

Organisation diverses expo inter-média, entre Athènes et
Salerne avec vidéo-catalogues

1992: Organisation diverses expo inter-média entre
Salerno et Athènes avec vidéo-catalogue.
1993: "Art Ghost", Salerno

"Art en vitrine", Salerno

Performance, Palazzo del Comune, Sale Espositive, Prato.

1994: "Hommage au poète Stavros Antoniou"Café POH, Athènes

Performance audiovisuelle (Hommage à Nico des Velvets Underground), Athènes

1995: "T. A. Z.", Parco Vivivani, Napoli
1996: Performance avec Gerardo Di Crola et Gerard George Lemaire
Galerie "Area", Paris

Fondation mouvement-non-mouvement
"Cyber-ethno-dada-beat-beep-bit generation"
Rome/Paris-Créteil

1ère expo collective "Cyber-dada"
Galerie "Le Gnac", Créteil

1997: Performance interactive à l''occasion de"Gambit d' Eurynome/
Chaos dans l'action
de Eugenija Demnievska et Wolfang Ziemer,Web Bar, Paris

"Cyber-Ethno-Dada" expo inter-média, Créteil

1998: "Molecole d'Amore", Galerie New Gnac, Créteil

Sortie de la fanzine "Cyber-ethno-dada"

Collective, Galerie Communale G. A. C. Créteil

Publ. Livre d'art "Cyber-Ethno-Dada dans les éditions
"PulcinoElefante" éditées par Vanni Scheiwiller
"All'insegna del Pesce D'Oro"

1999: Performance interactive et installation Internetà l'occasion de la Cyber-Performance:"Je est un autre" de E..Demnievska et W. Ziemer ; Metafort, Aubervilliers, Paris

Ouverture du site internet, galerie virtuelle,
revue électronique : Extrême Jonction
/www.extremejonction.scriptmania.com/

1er numéro de la revue trilangue: "Cyber-dada"

2000: Expo avec ouverture collective cyber-dada
Auditorium S. Giovanni di Dio, Salerno

Ateliers Portes Ouvertes, Père Lachaise

Publ. "R.V. Sur la poèsie de F.Ferrara" Ed. Ripostes

2001:
Expo/débats/Performance
Créteil/ Paris

Installation de poésie
Osservatorio per le arti visive Salerno

CCP Intervento artistico/sociale Paris

Porte Aperte Rome

Performance avec le groupe Co-resonance au Parc Montreuil, Montreuil

2002: "Pittura Clandestina", Istituto Italiano di Cultura in Portogallo, Lisbona

Performance avec le groupe Co-resonance 116, rue de Paris Montreuil , dans le cadre de l'événement "1+1"

2ème numéro de la revue trilangue: "Cyber-dada"

2003: Copyleft Attitude, Galerie "Eolf", Paris
2004: SFM/SocialForumEuropéen Paris 2003/London 2004 "... Éléments de dé/com/position ..." Ed. Cyberdada
2005: « Erosions and Renaissances Act III - Eating Art » , Plexus Virtual Galleries
2006: Publ Ed. Cyberdada "L'Intémoignable eutopie" (recherche psicho-sociologique sur une aventure de bénévolat)
2007: Rassegna dell'acqua/Review of the water 2007 - XXV ed. post sisma/XXV edit. post earthquake.Mostra Internazionale di Mail Art a cura di Angelo Riviello.Ass. UTOPIA/ Campagna

ART PROTECTS: Artists against AIDS. Benefit exhibition.
Galerie Yvon Lambert Paris

Publication Manifeste/antimanifeste cyberdada N.2 Revue Night Italia

 
2008: Publ Ed. Night Italia 1954 Profilo di una generazione"
2009:
Ouverture Ghos Art 
Gallery - LE MANS -"Conversations cyberdada et autres rencontres" 

Rassegna dell'acqua /Review of the water 2009
Mostra Internazionale di Mail Art a cura di Angelo Riviello.Ass. UTOPIA/ Campagna


ART PROTECTS: Artists against AIDS. Benefit exhibition.
Yvon Lambert, Paris

 

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18 décembre 2006 1 18 /12 /décembre /2006 10:00
...Un peu de biographie..
.
Eva Rachele Grassi ... nomade sur la planète
philosophe-poète inter/média
  surnage et (se) trans-forme ...pour l'instant... à Paris...


Les initiales de son nom forment le mot erg qui désigne les dunes mouvantes et éphémères sculptées par le vent dans le désert du Sahara...
...caractère du nom qui demeure dans ses paroles, ses installations de poésie
...à la fouille illimitée de la parole extrême...

Poète impersonnel à la recherche de l’horizon cosmologique , comme dirait le philosophe et poète Rubina Giorgi, ERG essaie de re-traverser la hiérarchie jusqu’à toucher la Fable, en anxieuse harmonie avec la demande /prière de la conscience ....
Des études philosophiques ( doctorat en 1977 avec une thèse qui a pour titre:"Socialisme et démocratie", où elle s’interroge , entre Marx et Hegel, sur la possibilité d’une "eutopie ecosophique ") à l’activité de consultante psychologue; de la recherche sociologique * au "faire" artistique ... l’ananké qui la soutient est celle d’apprendre à habiter poétiquement le monde...
Ensemble...
...De Ermanno Angelo Senatore, peintre et poète, avec lequel elle imagine l’alliance artistique " Extrême Jonction", sentinelle d’une réalité pas encore et pas toujours perceptible...
...Des artistes, complices des aventures des lab/oratoires: Inter/Prise, Temp(i)o 2000, Arte d’Appartamento, Le Gnac ; en Italie, Grèce, France... engagés à surmonter l’opacité semantique des nouvelles technologies envisageant leurs valeurs non materielles ( en particulier avec les trois festivals d’art électronique :"Semi di Luce"/ Inter-Prise et les deux éditions de " Europa Elettronica"/Université de Naples)...
... De tous les créateurs/résistants à la "finitude", à l’adhésion unilatérale aux ordre en vigueur, aux règles... de Roumanie, Algérie, Sénégal, Suède, Hollande, Allemagne, Espagne, Portugal, Tchécoslovaquie, Yougoslavie, Etats-Unis, Grèce, Italie, France...
Dans des "structures dissipatives" (selon Ilya Prigogine) aussi sous forme de revues: "Post", "Cahiers cyberethnodada", web site, susceptibles d’altérer le système entier et y insinuer des "nouvelles réalités", vers une connaissance qui UNIT...
Pour ces raisons, sous l’influence d’une poussée évolutive et de ce qui en chacun d’entre nous persiste d’un "instinct du ciel" , ERG, avec une parole fragmentaire et une écriture d’effraction, résidu d’une pensée réfractaire , cherche à recueillir, dans les échos de pratiques et savoirs, ce qui transparaît depuis certains éclairs fulgurants qui soulèvent parfois des zones d'ombre imprévisibles…
...Avec les accompagnements poétiques à l’écriture picturale; dans la logique de l'échange symbolique... du Donner soi même, Recevoir la confiance de l'Autre et Rendre une re-constitution , à une niveau de réalité non ordinaire , du Lien ... dilaté d'une conscience cognitive, affective, intuitive... rien qu'un seul d'entre les timbres que la parole peut confier... Parce que ce qui compte véritablement, vient toujours ensuite. En route... Sur la voie d'un exode, d'un faire positif...
...Avec les installations éphémères, traces sans visage, im/personnelles et communes; la graine individuelle d’un esprit universel, la voix d’une volonté plus différenciée et collective...
...Avec les transparences suspendues... en zones d’indétermination et d’indiscernabilité de photos d’installations précédentes, digitalement "détournées", pour ré-actualiser l’instant poétique ; de mots et/ou d' "affects" qui se rencontrent avec des visions électroniques... à la recherche de la clé alchimique... de la matière qui devient Esprit...

Mais surtout essentiellement consciente que, comme le souligne Agamben, l’homme a sur terre un statut poétique qui fait penser
et parler une pensée et une parole partagée par une pluralité de sujets et qui sert de fondement à l'intersubjectivité d'une société, dans laquelle chacun contribue à rendre réelle une potentialité, ERG lutte unissant la culture professionnelle et artistique à la culture du quotidien et du sociale ( Forum sur la désobéissance; Copyleft Attitude... activités diverses de bénévolat et de militance... vers une société de la gratuité, du don...) afin que la poésie, le don le plus originaire , car le don du site liminaire même de l'homme, revient à être la flamme évolutive de la conscience de l’être révélé et manifeste...

*(deuxième doctorat en 1983 avec une thèse qui a pour titre: " Exercices de philosophie électronique "_ le fil d’or qui accompagnera l’aventure de toutes ses actions "collectives" artistiques à venir; sorte de prophétie qui s’auto-réalise _ réflexions sur l’époque d’inter-phase; de la culture mécanique et typographique, codifiée en expériences linéaires et séquentielles, au noeud gordien de l’électronique, qui impose un processus qui va du connu à l’inconnu, où l’artiste peut à nouveau retrouver son propre rôle de chaman , de guetteur d’invisible, et suggérer un sens autre de réalité, dans la vision d’une conscience collective et mythique, avec un usage libéré de l’espace qui contribue à libérer aussi le temps _ "il fuori", le dehors, rien que le premier sanglot depuis le récipient fermé, dans le point le plus vif, presque déjà au delà de l’électronique, où les infinis fragments humains se recomposent dans la spirale de l’Impossible , là où commence une nouvelle histoire ou...La Fable...)

versione italiana

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