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1 octobre 2017 7 01 /10 /octobre /2017 18:03

PER UN PROGETTO DELL'ALTROVE

Manifesto Antimanifesto Cyberdada N.1

Eva Rachele Grassi Parigi 1996

Il sapere cambia segno, sposta continuamente le frontiere dello stupore Malgrado lo smarrimento...

E l'oscurità comincia a farsi trasparente, per raggiungere gli estremi confini della materia.

Smascherare il tempo, rischiare tutte le metamorfosi, parlare il linguaggio delle ri-nascite, nell'attesa dell'a-venire illimitato.

Vedette... sul limitare

Inesauribili bagliori fiammeggianti.

 Senza tregua.....elevarsi all'isola bianca..con voce nuda...

 Secondo le coincidenze stesse. Associati agli angeli.

In un ritorno all'età dell' oro, ri-conoscere gli Arcani, e questa Luce...

Nella nostalgia invadente di una brutalità divina: un combattimento d'anime... bruciante anticipazione...sulla porta ...quasi aperta.

Operare ...per pagare il riscatto al passato.

Scoprire nelle vestigia e nelle rovine le vie molteplici dell'altrove.
Proiettarsi verso "altre" concezioni spostando continuamente i limiti della propria conoscenza.

Insinuare nuove realtà attraverso corrispondenze, dove fino al più infimo iota tutto corrisponde...

Misteriosi incroci di ley-lines di nomadi psichici in universi paralleli.

Post-modern_Post-modem

Im-possibile-probabile

 

Pubbicato in inglese sulla Rivista new-yorkaise "Night"

POUR UN PROJET DE L'AILLEURS

Manifeste Antimanifeste Cyberdada N.1

par Eva Rachele Grassi Paris 1996

Le savoir change de signe, déplace continuellement les frontières de l'étonnement.

Malgré le désarroi...

Et l'obscurité commence à se faire transparente, pour atteindre les ultimes confins de la matière.

Démasquer le temps, risquer toutes les métamorphoses, parler le langage des ré-naissances, dans l'attente de l'a-venir illimité.

Guetteurs, au bord, inépuisables rayons étincelants, à tout jamais...

La voix nue des eaux d'âmes, l'écharpe d'Iris, s'élever à l'île blanche.

D'après les coïncidences mêmes, consociés aux anges.

Dans un retour à l'âge d'or, ré-connaître les Arcanes, et Cette Lumière, allumée dans la nature et dans les cœurs, dès le Commencement.

Nostalgie envahissante d'une brutalité divine : combat d'âmes, avant-goût brûlant, sur la porte presque ouverte.

Œuvrant pour payer la rançon au passé, découvrant dans les vestiges et les ruines, les voies multiples de l'ailleurs, se projetant vers des "autres" conceptions, déplaçant continuellement les limites de sa propre connaissance.

Insinuer des nouvelles réalités par des correspondances, où jusqu'au moindre iota tout correspond...

Mystérieux carrefours de ley-lines de nomades psychiques dans des univers parallèles.

 

Post-modern_Post-modem

 

Impossible-Probable

 

Publié en anglais sur la Revue new-yorkaise "Night"

 

MANIFESTO/ANTIMANIFESTO CYBERDADA N.2¤
Intestimoniabile/Interminabile/Insopportabile ...Eutopia... di una Extrême Jonction*

Eva Rachele Grassi Parigi 2005

 

"La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che giustamente perché priva di ogni legame di schiavitù essa é il sapere più nobile"(Aristotele)

"Possiamo essere liberi solo se tutti lo sono" (Hegel)

"L’ora del crimine non rintocca nello stesso momento per tutti i ,popoli. Cosi’ si spiega la permanenza della storia." (Cioran)

"La poesia deve essere fatta da tutti, non da uno solo" (Lautréamont)

 

Sperimentare l’accesso all’inaccessibile...

Ri-generarando il transfinito a partire dal finito

Pensando per concetti come il filosofo, per funzioni come lo scienziato, e ancora, e al di là... per sensazioni, affetti, flussi, come l’artista, il poeta...

Per sol-levarsi verso la ri-voluzione evoluzione...

In questa zona fiammeggiante dell’in decifrabile...incessante/mente..." trans/formare l'"l’in/form/azione...

E, come una rete senza giunture, evolvere, non in uno spazio che contiene la cosa...ma con uno spazio formato intimamente dalla cosa in sé. Essendone il movimento.

Una singolarità che implica il "comune" di un pensiero analogico-sintetico.

Uno s-correre che le frontiere e i vecchi codici di appartenenza del pensiero logico-analitico non potranno arginare.

Queste traiettorie di forme metamorfiche, profondamente coscienti dei pregiudizi culturali, rendendo progressivamente inutilizzabili le strutture, ormai obsolete, che pretendono poter descrivere i meccanismi operazionali del mondo, stimolano intensamente lo sforzo creativo, e suggeriscono... sottili e inafferrabili...av/venture di esseri pre/liminari...

Che osano ergersi contro tutte le evidenze del giorno...

Su una via ‘apofatica ‘che produce il proprio antidoto liberatore alle costrizioni delle pareti positiviste, opache e insormontabili, della visione ordinaria delle cose...

Nel dicembre 2001, cento scienziati contemporanei, Premi Nobel hanno partecipato al "Peace Prize Centennial Symposium" e hanno fatto una dichiarazione. "Il pericolo più profondo per la pace nel mondo nei prossimi anni", hanno detto, "non deriverà da atti irrazionali di stati o di individui ma dalle domande legittime degli spodestati del mondo ... se allora permettessimo alla potenza devastante delle armi di espandersi attraverso questo paesaggio umano infiammabile, noi provocheremmo una con/flagrazione che potrebbe travolgere (inghiottire) sia "ricchi che poveri". Gli scienziati hanno concluso; "Per sopravvivere nel mondo che noi abbiamo trasformato, dobbiamo imparare a pensare in un modo nuovo." (Laszlo E., Oltre la crisi. )

Irrimpiazzabile allora il gesto evolutivo di fusionare i diritti umani: l’"Habeas corpus" al riconoscimento e alla protezione della coscienza individuale in tutte le sue forme: l’"Habeas animam".

Precisamente tentati da questa necessità, assistiti dall’Angelo del "retournement" e scortati dall’originaria intuizione di un orizzonte cosmologico da conquistare-assolutamente-il nostro gruppo* si é attribuito, come problema poietico, l’opera esistenziale di abbracciare, nello spazio del proprio destino singolare e comune, la pratica- dell’"extrême jonction"...

...Fra...la cura del sé e il distacco da sé; fra una filosofia della coscienza e una filosofia della creazione; fra l’individuale e il collettivo; fra la rivolta e la rivoluzione; fra la soggettivazione e la desoggettivazione; fra il sociale e il politico; fra un principio individuale e personale e un principio impersonale, non individuale; fra la fatalità di chiusura e di smarrimento e un altrove virtualmente paradisiaco; fra un virtuale e un attuale; fra il singolare e l’universale...fra il diritto e il rovescio; fra l’interiore e l’esteriore; fra l’animus e l’anima; fra la solitudine e la ri-unione; fra il silenzio e il linguaggio; fra l’aperto... e il fuori..fra l’intuizione e il concetto.

Fra il nastro di Möbius e il labirinto...

Ancora e infine, fra comprensione analogico/sintetica e giudizio logico/analitico...

Verso... una riflessione a spirale che, inesauribile, s’e/leva su se stessa; si spinge in un lontano propizio; turba e de/compone le evidenze fino a sfiorare lo spirito profondo ... della complessità...

Attraverso un dialogo esteso, un’intenzione in tensione, una impensabilità ininterrotta...

Nella speranza di una parola di emergenza, di ef-fusione, d’imprevisto...
Una parola poetica che s-copre, cercando...

Per non abdicare, pensiero dopo pensiero...

Allora, dalla pagina scritta alla ri-unione del collettivo, dalla manifest/azione all’atelier, continuare ad interrogarsi camminando.... Senza rassegnarsi ad accettare l’ambivalenza ineludibile delle cose... ma pittusto esercitarsi a "jonction(s)" - senza sottrazioni- per approdare a sinfonie che guidano all’intro-comunicazione, l’intro-azione,l’intro-connessione degli extrême(s)...

Inquisire, sondare, indagare -infaticabili- in im/prese r/esistenti... Alle separazioni, agli antagonismi, alle frammentazioni, che, testardamente e con uno sguardo che non fa che interrogare un esteriore, ancora persistono a manovrare le relazioni complesse fra scienza, cultura, società. Imbavagliate da interdetti psicologici e limitate in artifizi arbitrari.

Audace scommessa del discorso poetico...creatore di spazi, sentinella della realtà nascosta...

...Qualcosa che va al dilà di tutte le considerazioni dell’"arte per l’arte" o dell’"arte per la bellezza", qualcosa che include e riconcilia, ancora una volta, le due tendenze e la loro opposizione. Una dilat/azione che pres-agisce senza tregua altre presenze, altri ir-realizzati più arcani o intimi, un di-venire che é alla ricerca di un’anima dietro le cose e gli esseri, lo spirito e i suoi poteri, e che potrebbe essere il luogo inesauribile di un’arte ancora più emblematica, penetrante... Un’apercezione comune in continuo scambio. Estetica, spirituale, sociale...Il compito d’ognuno, l’attività pro-duttiva - poietica- per eccellenza... L’impegno più alto quando é autentico...

In un campo d’inf/orm/azioni attive, finemente e finalmente intrecciate. In cui delle singolarità si manifestano perché cio’ crea il senso che le costituisce individualmente e collettivamente. Aprendo il campo del pensiero al di là della società del lavoro e della produzione, rinforzando la disposizione al dono "dovuto" e alla gratuità, verso una economia al servizio della cultura e della realizzazione del sé...

Degli esseri, Pre-liminari, in questa preistoria di società a venire... Che sfidano la logica e aprono la strada al pensiero analogico... Coscienti che il dovere fondamentale dell’umano sia quello di agire perché ognuno, senza eccezione, possa vivere la propria unicità, nel pieno sviluppo della Conoscenza...

Conciliando la realizzazione della propria auto-creazione con quella degli altri...

Un sapere della molteplicità e della possibilità inaudita, della metamorfosi, di un infinitamente aperto, da sempre iscritto nel nostro stesso corpo, e nel quale finalmente trovare dimora ...

Trasmettitori-ricevitori-trasformatori, che non hanno fatto compromessi con la storia, con la sua idea d’ordine e di disordine, di separazione e di segregazione; chiamati a s-velare le caratteristiche più segrete dell’essere... A costruire, piuttosto mettendo in comune...

Restando desti - ad ogni istante- al pensare, al sentire; al di là della soglia delle accumulazioni e dei condizionamenti...

Non per ottenere , bensi’ per ri-scoprire e ri-conoscere...

Un lontano talmente vicino... Se soltanto si riuscisse a com-prenderlo... Congedando il non talmente inconsapevole modello dualista e lineare...

Alcuni affermano:" Il pensiero non puo’ essere rivoluzionario che a condizione che gli attori delle lotte possano appropriarsene"... Pur condividendo tale affermazione, aggiungeremmo che, per essere veramente rivoluzionario, più ci "si sollecita" perché un linguaggio divenga maggiormente polisemico, quasi poetico, più si avrà la possibilità di avvicinarsi alla com-prensione della complessità che noi stessi -poveri, militanti, artisti- siamo.

Constatando cosi’ il potere che puo’ avere l’in/form/azione di trionfare di fronte alla forza pura e riportare l’autorità del sapere, giustamente, alla condizione poetica di ogni trasmissione di parola.

Poiché, come afferma Jacques Rancière:"Non esiste ignorante che non conosca una moltitudine di cose, ed é proprio su questo sapere, su questa capacità in atto che ogni insegnamento deve fondarsi. Istruire puo’ dunque significare due cose esattamente opposte: confermare una incapacità nell’atto stesso che pretende ridurla, o al contrario, forzare una capacità che s’ignora o si nega, a ri-conoscersi e a sviluppare tutte le conseguenze di questo riconoscimento.

Il primo atto si chiama abbrutimento, il secondo emancipazione.(...) L’istruzione é come la libertà; essa non si dona, si prende."

Perché...al terribile interrogativo impossibile da concettualizzare e che vive, impotente e felice, nei silenzi della solitudine delle nostre profondità si potrà cercare di dare un eco solo cercando di dargli una voce...

Al di là della soglia sorvegliata della colpa e della vergogna...dell’integrazione in un mercato, del profitto di un guadagno o di un riconoscimento sociale.

Anche un graffiti su un muro o sulla porta delle latrine, una frase su un cartello sbandierato da "una singolarità plurale e qualsiasi", elettrone libero , sciolto da appartenenze troppo manifeste in un corteo, ci aiutano a riflettere e a volte, squarciando nuovi orizzonti, forse evidenti, ma fino a quel momento restati "in bianco", semplici rumori parassiti... ci proiettano verso una conoscenza democratica... Inerente alla natura e ad ogni elemento che la costituisce.
Una conoscenza che non sia una possibilità in più, né una scelta, ma una funzione di vivere, essenziale come  
quella della respirazione, e che cerca la vera libertà in una liberazione di fronte alla legge.
Che possa integrare le saggezze analogiche antiche e la comprensione scientifica moderna, verso una realizzazione dell’essere profondamente connesso al Tutto.

Dove "il qui e l’ora" fusionano con "altri" luoghi e "altri" tempi...

Come l’unità olografica che contiene in sé la matrice dell’informazione totale del sistema nel quale é inclusa.

Percio’, in un universo di mediazione nel quale ognuno serve parzialmente di mezzo agli altri,"per ridurre l’eterogeneità, a un livello superiore" (Deleuze), raccontarsi ed indovinarsi gli uni agli altri, senza considerarsi a parte.
Con "il sentimento aristocratico dell’uguaglianza con tutto cio’ che vive", comme diceva Pasternak.

Per ri-donare alla politica la dimensione di un’arte, di una gnosi, e perché no di una liber/azione... Agendo in una realtà illuminata dal presagio del proprio divenire...

Con una coscienza di sé che é nello stesso tempo la coscienza dell’esistenza stessa...

E che veglia, per il momento, nei margini e nell’urgenza...

Dalla luce incoerente alla luce coerente...

...Quando l’eccezione era la regola...una regola non convenzionale...

(Niente a vedere, chiaramente, con lo "stato d’eccezione", nel quale vive attualmente la maggioranza delle società occidentali e non...)

Interagire, introagire in uno "spazio di Hilbert", come direbbero alcuni fisici.

D’altronde, l’universo suggerisce di più l’idea di un imposante pensiero che di uno schiacciante dispositivo...

Una unità globale organizzata da intro/relazioni tra elementi, azioni, individui... in un’evoluzione che aumenta ad ogni istante la materia psichica dell’uomo.

E allora, se l’evoluzione é un’ evoluzione che aumenta la materia psichica dell’essere umano, come affermano alcuni filosofi; e se esiste un’analogia fra il sistema psichico e il sistema quantico, come asseriscono altri fisici, nello stesso modo la materia psichica é materia quantica. Materia che diviene spirito; alchimia misteriosa di cio’ che é, non é , e diviene...
Il sacro dunque, al quale migliaia d’anni di storia vociante-deformante hanno sottratto, inconsideratamente intuizioni, conoscenze, pre-sentimenti originari e diversi. Profanando e istituzionalizzando, falsando e incurvando... Fino a trasformare lo spirituale nello strumento infetto e pervertito della schiavitù delle coscienze.

L’intendimento lucido della mistificazione immemoriale di questo primordiale da parte di alcune fra queste...non basta a liberarle dalla logica suprema sottostante all’impostura, quella di un dualismo solido e radicato, responsabile per di più dell’astuzia ultima cartesiana che ha offerto su un piatto d’argento ad una scienza e ad una politica "senza anima", senza grazia, senza disinteressamento... una conoscenza e una visione del mondo meccanica/meccanizzata e cieca all’estrema povertà e agli abusi dell’umano sull’umano... Che esclude dalla vita cio’ che si é vissuto e della comprensione cio’ che si é compreso.

Non é dunque un caso che il nostro ultimo manifesto/anti/manifesto insista a giocare con dada, nell’implicazione congiunta dell’opposizione viva all’assurdità assassina (mortifera) della politica contemporanea e l’espressione artistica dispiegata su piani inusitati. In una visione anarchica pura dell’esistente, che impedisce ogni possibilità di una politica concepita come potere di uno solo su molti o di molti su molti... In una volontà di ri-tornare ad un affetto primordiale, attraverso il più grande atto di creazione , quello della ri-costruzione di se’ tessi e degli altri come esseri finalmente liberi... Attraverso una pratica di ri-creazione inevitabilmente legata all’in/ter/venzione ri-e-voluzionaria nel quotidiano...

In cerca di esplosioni spirituali, - i non stolti vagano- ( Lacan), Extrême Jonction vagabonda allora, come i pianeti , da un’offerta politica, culturale, artistica, sociale ... all’altra; nessun partito, nessun gruppo, nessuna corrente, nessuna "mouvance" potendo veramente soddisfarlo, con il loro caratttere di inassegnazione al discorso, gregario e non sintropico...

Per il motivo che il pericolo, in arte come in politica - ergo, nella vita- é giustamente quello di lasciarsi inghiottire nella logica di un gesto di potere che coglie se tesso in termini di appropriazione e di espropriazione, anche quando si segue un percorso che si vuole alternativo....

Cosi’ cio’ che potrebbe soprav-venire non sono che parole, come direbbe Beckett, delle parole che cercano di instaurare una relazione nuova con le cose, fondata sulla ri-scrittura dell’irr-realizzato e preservata dagli artigli dell’"utile"...

Meravigliarsi dei "segni", nel dono rivelatore di rap-presentazioni incessante/mente in corso di rimotivazione, di corrispondenze peregrine, scavate nelle parole ... Per assumere e sop-portare, poeticamente e politicamente... questa domanda, debito, irrequietezza, mancanza, che da sempre , é" nel sé" di colui che parla per poesia... Lucido di essere ... conoscenza... ancora nei limbi...

Dunque, di fronte a un capitalismo in/formativo che ci lascia credere ad una libertà come necessità di scegliere, -cioé di rinunciare- portare al linguaggio cio’ di cui ci priva di presenza e di vita; rimontare dall’affetto alla parola, trasmettendo il vissuto, il mistero e l’emozione che la precedono... e che la rendono possibile...questa parola...
Dal momento che l’insieme dei mezzi d’espressione cooperano alla costruzione del mondo, non semplicemente alla sua interpretazione...

Per noi, é questa l’arte, la poesia, la poietica, la politica...; la molteplicità delle possibilità della rivelazione/ri-evoluzione attraverso la vocazione evocativa e sovversiva della parola. Il suo oltraggio, il suo oltrepassare l’ordine costituito dei significati... Il suo essere affidato a qualcosa che continuamente si rifiuta... L’inosservabile...l’inapparente...l’impercettibile...

E, "n’y renoncer, sous aucun prétexte"...


 

¤ Il primo manifesto/antimanifesto "Cyberethnodada" é stato presentato nel 1996 alla Galleria Comunale di Créteil (Paris), e segnalato sulla stampa italiana (Il Mattino, Corriere della sera...), francese (Radio Nova, Radio Aligre, Nova Magazine, Le Républicain, Art Presse, Officiel des arts...), americana ( Night, New York Art...)


*Dal '77, tra Gutenberg e McLuhan, il gruppo Extrême Jonction, o i Caosonauti dell'inespresso,formato da Ermanno Angelo Senatore (pittore/ poeta/ performer/ "chercheur" interdisciplinare) et Eva Rachele Grassi ( filosofo /poeta),sulle tracce di Leonardo Da Vinci, padre dell'interdisciplinare,e sui passi delle avanguardie (dada, futuristi, situazionisti, cobra, azionisti, fluxus...) e attraversando, re-interpretandola, l'estetica relazionale, naviga ininterrotta/mente, secondo le vicissitudini individuali e comuni, tra l'équipe inter-media d'artisi ricercatori- votata al "partage du sensible"-e l'individuazione psichica collettiva e sociale.
Operando per un futuro possible dell'"eutopia", in questo Medio Evo tecnologico di passaggio.
Persistendo a consacrarsi all'alchimia delle parole, delle forme, dei colori, dei suoni, delle "azioni"...
Contribuendo a preparare gli elementi che , presto, permetteranno di investire l'avvenire.
TUTTI insieme...
Nell'"extrême jonction" delle differenti sensibilità...
con la "jonction immédiate" di tutte le categorie di r/esistenti; artistiche, culturali, politiche, sociali...
Una "grande alleanza" delle ecosofie sociali ; per ri-flettere ad un'altra "boîte à outils",per strutturare (di-strutturando) un'arte, una cultura dei divenire ri(e)voluzionari...
Provando innanzitutto la propria presenza al presente...


 

 

estratto da « Night Italia-L'incomparabile generazione prêt-à-penser»

 

MANIFESTE/ANTIMANIFESTE/CYBERETHNODADA N.2¤

Intémoignable/Interminable/Insupportable ...  Eutopie d’une Extrême Jonction*

par Eva Rachele Grassi Paris 2005

 

"La philosophie ne sert à rien, dirais tu; mais sache que justement car privée de tout lien de servitude elle est le savoir le plus noble."(Aristote) "Nous pouvons être libres seulement si tout le monde l’est."(Hegel)" L’heure du crime ne sonne pas en même temps pour tous les peuples. Ainsi s’explique la permanence de l’histoire."(Cioran) "La poésie doit être faite par tous, non par un."(Lautréamont)
 

Trouver accès à l’insurpassable ...

Réintégrant le transfini à partir du fini...

Pensant, par concepts comme le philosophe, par fonctions comme le scientifique, et aussi,surtout... par sensations... affects, intercept (s), comme ... l’artiste... le poète...

Pour marcher vers la r-évolution...Dans cette zone fiévreuse d'indiscernabilité... incessamment, trans/former/ l’in/form/ation...

Un ruissellement impossible à endiguer par les frontières et les vieux codes d’appartenance de la pensée logique/analytique.

Ces trajectoires de formes métamorphiques, profondément conscientes des préjugés culturels, rendant progressivement inutilisables les structures, désormais obsolètes, qui prétendent pouvoir décrire les mécanismes opérationnels du monde, stimulent intensément l’effort créatif, et suggèrent... subtiles et insaisissables... a/ventures... d’êtres pré/liminaires...

Qui osent se dresser contre toutes les évidences du jour...

Sur une voie apophatique qui produit son propre antidote libérateur aux contraintes des parois positivistes, opaques et infranchissables, de la vision ordinaire des choses...

En décembre 2001, cent hommes de science contemporains, Prix Nobel, ont participé au "Peace Prize Centennial Symposium" et ont fait une déclaration. "Le danger le plus profond pour la paix dans le monde dans les prochaines années", ont ils dit, "ne résultera pas d’actes irrationnels d’états ou d’individus mais des questions légitimes des évincés du monde... Si nous permettions à la puissance dévastatrice des armes de se répandre à travers ce paysage humain inflammable, nous déclencherions une conflagration qui pourrait emporter (engloutir) soit riches que pauvres".

Les chercheurs ont conclu: "Pour survivre dans le monde que nous avons transformé, nous devons apprendre à penser d’une manière nouvelle".

Irremplaçable alors le geste évolutif de fusionner les droits humains : l’"Habeas corpus", à la reconnaissance et à la protection de la conscience individuelle dans toutes ses formes : l’"Habeas animam".

Précisément tenté par cette nécessité, assisté par l’Ange du retournement et escorté par l’originaire intuition d’un horizon cosmologique à atteindre - absolument -notre groupe * s’est attribué, en tant que problème poïétique, l’ouvrage existentiel d’étreindre, dans l’espace de sa destinée singulière et commune, la pratique-de l’extrême jonction- ...

...Entre... le souci du soi et la déprise de soi ; entre une philosophie de la conscience et une philosophie de la création; entre l’individuel et le collectif; entre la révolte et la révolution; entre la subjectivation et la désubjectivation; entre le social et le politique; entre une principe individuel et personnel et un principe impersonnel, non-individuel ; entre la fatalité d’enfermement et d’égarement et un ailleurs virtuellement paradisiaque ; entre un virtuel et un actuel; entre le singulier et l’universel... entre l’envers et l’endroit ; entre l’intérieur et l’extérieur; entre l’animus et l’anima; entre la solitude et la ré-union; entre le silence et le langage; entre l’ouvert ... et le dehors ... entre le dépli ... et le surpli.

Entre le ruban de Möbius et le labyrinthe...

Encore et enfin, entre entendement analogique/synthétique et jugement logique/analytique...

Vers... une ré-flexion en spirale qui, inexhaustible, s’é-lève sur elle-même; s’étend dans un lointain propice; trouble et dé-compose les évidences jusqu’à frôler l'esprit profond... de la complexité... À travers un dia-logue étendu, une intention/en tension , une impensabilitéininterrompue...

Dans l'espérance d’une parole de surgissement, d’élargissement, d’imprévu...

Une parole poétique qui découvre en cherchant...

Pour ne pas abdiquer, pensée après pensée...

Alors, de la page écrite à la ré-union du collectif, de la manif à l’atelier... continuer à se questionner en se promenant ... « interrogarsi camminando »...

Sans jamais se résigner à accepter l'ambivalence inéludable des choses... mais plutôt s’entraîner à des jonctions - sans soustractions - pour survenir à des symphonies qui amènent à l’intro-communication, l’intro-action , l’intro-connexion ... des extrêmes...

Enquêter, sonder, s’interroger - infatigables - en agissements résistants...

Aux séparations, aux antagonismes, aux fragmentations, qui, de façon opiniâtre et avec un regard qui ne fait qu’interroger un extérieur, encore persistent à manœuvrer les relations très complexes entre science, culture, société. Bâillonnées par des interdits psychologiques et limitées en un artifice arbitraire.

Pari audacieux du discours poétique... bâtisseur d’espace, guetteur du réel caché...

Il y a là quelque chose qui passe au delà de toute considération de "l’art pour l’art" ou de "l’art pour la beauté", quelque chose qui embrasse et réconcilie, encore une fois, les deux tendances et leur opposition. Un élargissement qui pressente sans trêve d’autres présences, d’autres ir-réalisés plus arcanes ou intimes, un devenir qui est en quête d'une âme derrière les choses et les êtres, l’esprit et ses pouvoirs, et qui pourrait être le lieu inépuisable d'un art encore plus emblématique, pénétrant ...Une aperception commune en échange continuel. C’est à dire esthétique, spirituel, social... L’affaire de tous, donc, l’activité pro-ductive -poïétique - par excellence... l’engagement le plus haut, quand il est authentique....

Dans un champ d’in/form/ations actives, finement et finalement entrelacées .Où des singularités se manifestent parce que cela fait sens pour elles, parce que cela les constitue individuellement ou collectivement. Pour ouvrir le champ de la pensée hors de la société du travail et de la production, renforçant la disposition au don dû et à la gratuité, vers une économie au service de la culture et de la réalisation du soi...

Des êtres, Pré-liminaires, en cette préhistoire de société à venir... Qui défient la logique et ouvrent la voie à la pensée analogique ...

Conscients que le devoir fondamental de l'humain soit celui d'agir en sorte que tout un chacun, sans exception, puisse vivre son unicité, dans le plein développement de la Con-naissance...

Conciliant la réalisation de sa propre auto-création avec celle des autres...

Un savoir du multiple et de la possibilité inouïe, de la métamorphose, d’un infiniment ouvert, inscrit depuis toujours dans notre même corps, et dans lequel enfin trouver demeure...

Emetteurs-récepteurs-transformateurs, qui n’ont pas fait des compromis avec l'histoire, avec son idée d’ordre et de désordre, de séparation et de ségrégation; appelés à dé-voiler les caractéristiques les plus secrètes de l’être... A construire, plutôt mettant en commun...

En étant éveillé -à tout moment - à notre penser, à notre sentir; au delà du seuil des accumulations et des conditionnements...

Non pas pour obtenir mais, par contre, pour ré-dé-couvrir et re-con-naître...

Un lointain tellement proche... Si seulement on arrivait à le com-prendre... Et se dé-prendre du ne pas tellement inconscient modèle dualiste et linéaire.

Certains affirment: "La pensée ne peut être révolutionnaire qu’à condition que les acteurs des luttes puissent se l’approprier"...

 On est d’accord ; mais on ajouterait que, pour être vraiment r-évolutionnaire, plus on "se" sollicite parce que un langage devient davantage riche, polysémique, presque poétique, plus on aura des chances à parvenir à la com-préhension de la complexité que nous sommes nous mêmes... pauvres, militants, artistes. Et ainsi constater le pouvoir que peut avoir l'in/form/ation de triompher face à la force pure et de ramener l'autorité du savoir, justement, à la condition poétique de toute transmission de parole.

Puisque, comme l’affirme Jacques Rancière: "Il n'y a pas d'ignorant qui ne sache une multitude de choses et c'est sur ce savoir, sur cette capacité en acte que tout enseignement doit se fonder. Instruire peut donc signifier deux choses exactement opposées: confirmer une incapacité dans l'acte même qui prétend la réduire ou à l'inverse, forcer une capacité, qui s'ignore ou se dénie,

à se reconnaître et à développer toutes les conséquences de cette reconnaissance. Le premier acte s'appelle abrutissement, le second émancipation. (...) L'instruction est comme la liberté elle ne se donne pas, elle se prend."

Car... AU terrible interrogatif impossible à conceptualiser QUI VIT , impuissant et heureux, dans les silences de la solitude de nos profondeurs on peut essayer de donner unECHO seulement si on ESSAYE de lui donner une VOIX ...

Au delà du seuil surveillé de la faute et de la honte... de l’intégration dans un marché, du profit d’un gain ou d’une reconnaissance sociale.

Même un graffiti sur un mur ou sur la porte des latrines, une phrase sur une pancarte brandie par une "singularité plurielle et quelconque", dénouée d’appartenances trop affichées dans une manif, nous aident à réfléchir -et parfois déchirent des nouveaux horizons, peut-être évidents, mais jusque-là restés en "blanc", simples bruits parasites...-nous projetant vers une con-naissance démocratique... Inhérente à la nature et à tout objet lui faisant partie.

Une Con-naissance qui n’est pas une possibilité en plus, ni un choix, mais une fonction du vivre, essentielle, comme celle de la respiration, et qui cherche la vraie liberté dans une libération à l’égard de la loi.

(Et) qui puisse intégrer les sagesses analogiques anciennes et la compréhension scientifique moderne, vers une ré-alis-ation de l’être profondément connecté au tout.

Où l’"ici et maintenant" fusionnent avec d’autres lieux et temps lointains.

Comme l’unité holographique qui contient en soi la matrice de l’information totale du système dans laquelle elle est incluse

C’est pourquoi, dans un univers de médiation en lequel chacun sert partiellement de moyen aux autres, pour "réduire l'hétérogénéité, à un niveau supérieur" (Deleuze), se raconter et se deviner les uns les autres,- sans se considérer à part.-

Avec "le sentiment aristocratique de l’égalité avec tout ce qui vit" , comme disait Pasternak.

Pour re-donner à la politique la dimension d’un art, d’une gnose, et pourquoi pas d’un salut...

Oeuvrant dans une réalité éclairée par le présage de son devenir...

Avec une conscience de soi qui est en même temps la conscience de l’existence même...

Et qui veille, pour le moment, dans les marges et dans l’urgence...

...De la lumière incohérente à la lumière cohérente...

.... Quand l’exception était la règle... une règle non conventionnelle...

(Rien à voir, bien sûr, avec "l’état d’exception", dans lequel vive actuellement la majorité des sociétés occidentales et non...)

Interagir/intro-agir dans un espace des possibilités ou des potentialités , un "espace d’Hilbert, comme diraient certains physiciens. Dès lors, l’univers suggère le plus l’idée d’une imposante pensée que d’une écrasante machine .. Une unité globale organisée d’intro/relations entre éléments, actions, individus...

Et alors, si l'évolution est une évolution qui élargit de plus en plus la matière psychique de l’être humain, comme disent certains philosophes; et s’il existe une analogie entre le système psychique et le système quantique, comme affirment certain scientifiques, de la même manière la matière psychique est matière quantique. Matière qui devient esprit; alchimie mystérieuse de ce qui est, n'est pas et devient. dans une évolution qui augmente de plus en plus la matière psychique de l'homme. . .

Le sacré donc, auquel milliers d’années d’histoire criante se sont frotté, à travers l‘agencement inconsidéré d’intuitions, con-naissances, pres-sentiments originaires et divers, profanés et institutionnalisés, faussés et fléchis, jusqu’à trans-former le spirituel en l’instrument infecte et perverti de l’esclavage des consciences.

L’entendement lucide de la mystification immémoriale de ce primordial de la part de certaines d’entre elles ....ne suffit pas à les libérer de la logique souveraine sous-jacente à l’imposture , celle d’un dualisme solide et enraciné, responsable de surcroît de l’escamotage ultime cartésien qui a offert sur un plateau d’argent à une science et à une politique "sans âme", sans grâce, sans désintéressement...une connaissance et une vision du monde mécanique/mécanisé et aveugle à l’extrême pauvreté et aux abus de l’humain sur l’humain...

Qui exclue de la vie ce qu’on a vécu et de la compréhension ce qu’on a compris...

Et ce n’est donc pas un hasard que notre dernier manifeste/anti-manifeste joue avec Dada, dans l’implication conjointe de l’op-position vive à l’absurdité meurtrière de la politique contemporaine et l’expression artistique déployée sur des plans inhabituels, Dans une vision anarchique pure de l'existante, qui défait toute possibilité d’une politique conçue comme puissance d’un seul sur plusieurs ou de plusieurs sur plusieurs... dans une volonté de re-ve(ni)r à un affect primordial, à travers le plus grand acte de création, celui de la re-construction de soi même et des autres comme êtres finalement libres ... à travers une pratique de ré-cré-ation inévitablement liée à l’in-ter-vention r-évolutionnaire dans le quotidien...

En quête d’explosion spirituelle , - "les non-dupes errent", disait Lacan- nous vagabondons alors , comme les planètes, d’une offre politique-poétique-artistique à l’autre; aucun parti, aucune mouvance, aucun groupe, interdits de la densité de l'événement, ne pouvant vraiment nous satisfaire, avec leur caractère d’inassignation aux discours, grégaire ... et non syntropique...

Pour la raison que le danger, en art comme en politique - ergo, dans la vie - c’est justement celui de se laisser engloutir dans la logique d’un geste de pouvoir qui se saisit lui même en termes d’appropriation ou d’expropriation, aussi quand on poursuit un chemin qui se veut alternatif ...

Ainsi ce qui pourrait sur-venir ce ne sont que des mots, comme dirait Beckett , des mots qui essayent d’instaurer  une relation nouvelle avec les choses, fondée sur la ré-écriture de l’ir-réalisé et préservée des griffes de l’"utile"...

S’étonner des signes dans le don révélateur de représentations incessamment en cours de remotivation, de correspondances pérégrines, creusées dans les mots... pour assumer etsupporter, poétiquement et politiquement... cette question, dette, inquiétude, manque, qui depuis toujours, est "en soi" de celui qui parle " par poésie "... lucide d’être...con-naissance encore dans les limbes...

Partant, en face d’un capitalisme informationnel qui nous laisse croire à une liberté comme nécessité de choisir - c’est-à-dire de renoncer - amener au langage ce dont il nous prive de présence et de vie; remontant de l’affect à la parole, transmettant les vécus, le mystère et l'émotion qui la précèdent... et qui la rendent possible... cette parole...

Du moment que l'ensemble des moyens d'expression coopèrent à la construction du monde, pas simplement à son interprétation ...

Pour nous, c’est ça l’art, la poésie, la poïétique, la politique... : la multiplication des possibilités de la révélation/r-évolution à travers la vocation évocatrice et subversive du mot. Son outrage, son aller au-delà de l’ordre constitué des significations... son être livré à quelque chose qui sans cesse se refuse ... l’inobservable... l’inapparent... l’insaisissable...

 

Et, "n’y renoncer, sous aucun prétexte"...

 

¤ Le premier manifeste/antimanifeste "Cyberethnodada" a été présenté en 1996 à la Galerie Communale de Créteil, et signalé sur la presse italienne (Il Mattino, Corriere della sera...), française (Radio Nova, Radio Aligre, Nova Magazine, Le Républicain, Art Presse, Officiel des arts...), américaine ( Night, New York Art...)

* Depuis 1977, entre Gutenberg et McLuhan, le groupe Extrême Jonction, ou les chaosonautes du réel caché, formé par Angelo Ermanno Senatore (peintre/ poète/performer/chercheur interdisciplinaire) et Eva Rachele Grassi ( philosophe /poète),
sur les traces de Leonardo da Vinci, père de l'interdisciplinarité, 
et sur les pas des avant-gardes (dada, futuriste, situationniste, cobra, actionniste, fluxus...) et traversant, en la ré-interprétant, l'esthétique relationnelle, surfe toujours , au gré des vicissitudes individuelles et communes, entre l'équipe inter-média d'artistes chercheurs - vouée au "partage du sensible" -  et l'individuation psychique collective et sociale .
Oeuvrant pour un futur possible de l'eutopie, dans ce moyen âge technologique de passage.
Persistant à se consacrer à l'alchimie des mots, des formes , des couleurs, des sons, des "actions"...
Contribuant à préparer les éléments qui bientôt permettront d'investir l'avenir.
TOUS ensemble...
Dans l'"extrême jonction" des différentes sensibilités... 
à travers la "jonction immédiate" de toutes les catégories de r-ésistants:  artistiques, culturelles, politiques, sociales ...
Une "grande alliance" des ecologies sociales des esprits; pour réfléchir à une autre boîte à outils, pour re/construire (en dé/construisant) un art, une culture des devenirs r-évolutionnaires...
Prouvant avant tout sa propre présence au présent...

 

extrait de « Night Italia-L'incomparabile generazione prêt-à-penser»

 

 

MULTIVERSI CYBERDADA*

...connessioni...sconnessioni...

Eva Rachele Grassi (2016)

 

« Viandante,

 non c’è un sentiero,
Il sentiero si fa camminando. »

Antonio Machado

 

Cosa ci aspetta dietro l'orizzonte?

Finestre quantiche, teatri di "decoerenza", imprécauzioni del linguaggio, spazi di libertà.


Dissonanze armoniche.


L'apparizione del paradosso.
Un cambiamento di paradigma.


La dilatazione del dubbio...dove (il) Tutto è diviso e indiviso, generato e ingenerato, discorde e concorde..
 

Mascherare e comunicare la "singolarità" in una distanza non definitiva per sospendere l'abitudine, l'interesse, veli del singolare.

Con un tremito, provare una parola che non si insinui tra la cosa e noi.

Pazientemente, suscitare il necessario disorientamento radicale...

Possibilità...indefinite...intricate...ubiques...oscillanti... sovrapposte... Multiversi...megaversi...pluriversi...
Paesaggi dalle proporzioni vertiginose.

Non verificabili. Insolenti.

Diffidare delle manipolazioni possibili degli spiriti polizieschi che ci spiano...e che si nascondono dietro un certo razionalismo _ creatore di tutti i totalitarismi _ e che riduce ogni avvenimento (energia,) ad una stancante opacità (materia),)

 Un linguaggio ... Un'arte... Una distrazione della natura...che con-fonde avviluppa, ...espande...

Le esperienze sottili della non separabilità

Af-fidarsi al linguaggio della nostra coscienza frattale. Quasi un linguaggio anagrammatico (1)...la "non commutabilità" delle lettere...
Per intra- vedere le parole sotto le parole. 

Senza soluzione di continuità, rievocare il caos...
Non abbandonare l'universo dei possibile per ciò che chiamano "realtà"; spiare l'emergenza degli universi nascosti...la presenza di un "terzo senso" (2), l'evidenza di un "terzo incluso"(3), o ancora, l'avvenimento di un "tertium quid."..

Negli infra-mondi sotterrani, ancora e ancora, interrogare il "tempo", e il "linguaggio."..


E se il linguaggio è non commutativo, dis-solvere tutto ciò che fa schermo; scalare il muro di Planck, "scendere fino al caos primordiale e sentirsi come a casa" (4)

In un reale in attesa, illimitato e fertile, dissetarsi alle perle dell'aurora del mondo.

Deconfinare i "dire" e i "tempi" .

Campo libero ai decifratori...esploratori di e in questo vasto fondo latente...di un segreto dissimulato, di un linguaggio sotto il linguaggio.


Quasi una "indeterminazione", un prodotto variabile, un testo sotto il testo: un pre-testo. O un residuo che ci fa ritornare senza tregua sui nostri passi alla ricerca della presenza dispersa di un'energia anteriore.
 

Per raggiungere, attraverso altri "tempo" i suoi contenuti occulti, un discorso sotto il discorso.


L'infinità delle creature e delle parole; retroscena, sospetti, arcani... 
Generosità, illusione, mistificazione?

Eco prolungate che sopravvivono nei bottini delle "reti autopoietiche" (5), dove lo spazio-tempo non è i più dato a priori ; .ma tra universo-blocco e présentismo, co-evolve e si co-costruisce continuamente

 

Un linguaggio...Autentico, ma non completamente configurato

Un tempo...Passato...ma assolutamente non immutabile

Un tempo...A venire...mai pienamente determinato

Un istante... Presente... Chiaro, all'apparenza, ma estremamente misterioso...

 

(1) Roland Barthes

(2) Stephan Lupasco (3) Étienne Klein

(4) Georges Braque

(5) Francisco Varela-Humberto Maturana

work in progress...note sparse per un 3 anti/manifesto cyberdada a venire...

     

     

    MULTIVERS CYBERDADA*

    ...jonctions...disjonctions...

    par Eva Rachele Grassi (2016)

    «Voyageur,
    il n'y a pas de chemin,
    Le chemin se fait en marchant»

    Antonio Machado

     

    Qu'est-ce qui nous attend derrière l'horizon?

    Fenêtres quantiques , théâtres de "décohérence", imprécautions du langage, espaces de liberté.

    Dissonances harmoniques.


    Le surgissement du paradoxe.
    Un changement de paradigme.

    La dilatation du doute...où (le) Tout est divisé et indivisé, engendré et inengendré, discorde et concorde...

    Masquer et communiquer la "singularité" dans une distance non définitive pour suspendre l'habitude, l’intérêt, voiles du singulier.

    Avec un tremblement , essayer un mot qui ne s'insinue pas entre la chose et nous.

    Patiemment, se prêter à la nécessaire désorientation radicale...

    Possibilités...indéfinies...intriquées...ubiques...oscillantes...superposées... Multivers...mégavers...plurivers...

    Paysages aux proportions vertigineuses. Invérifiables. Insolents.

    Se méfier des manipulations possibles des esprits policiers qui nous guettent...et qui se cachent derrière un certain rationalisme _ créateur de tous les totalitarismes _ et qui réduit tout événement (énergie) à une lassante opacité (matière)

    Un langage … Un art ... Une distraction de la nature...qui con-fond...embrouille...élargit...

    Les expériences subtiles de la non séparabilité …

    Se con-fier donc au langage de notre conscience fractale. Presque une sorte de langage anagrammatique(1)...la «non commutativité» des lettres...

    Pour voir ruisseler les mots sous les mots.

    Sans solution de continuité, évoquer le chaos ...

    Ne quitter guère l'univers des possibles pour ce que l'on appelle "réalité"; guetter l'émergence des univers cachés...la présence d'un "troisième sens" (2), l'évidence d'un "tiers inclus" …(3), ou encore, l'événement d'un «tertium quid»...

    Dans les infra-mondes souterrains, encore et encore, questionner le «temps», et le «langage»...

    Et si le langage est non commutatif, dissoudre tout ce qui fait écran; escalader le mur de Planck, «descendre jusqu'au chaos primordial et s'y sentir chez soi» (4),

    Dans un réel en attente, illimité et fertile, se désaltérer aux perles de l'aurore du monde. Déconfinant les «dire» et les «temps»

    Champ libre aux déchiffreurs...explorateurs de et dans ce vaste fond latent...d'un secret dissimulé, d'un langage sous le langage.

    Presque une «indétermination», un produit variable , un texte sous le texte: un pré-texte. Ou un résidu qui nous fait revenir sans cesse sur nos pas à la recherche de la présence dispersée d'une énergie antécédente.

    Pour rejoindre, à travers d'autres «tempo» ses contenus occultes, un discours sous le discours.

    L'infinité des créatures et des paroles; coulisses, soupçons, arcanes...

    Générosité, illusion, mystification? Échos prolongés, qui survivent dans les butins des «réseaux autopoïétiques»(5), où l'espace-temps n'est plus donné à priori...mais entre univers-bloc et présentisme, co-évolue et se co-construit perpétuellement...

     

    Un langage ...Authentique... Mais pas complètement configuré

    Un temps...Passé...Mais absolument pas inchangeable

    Un temps...À venir...Jamais pleinement déterminé

    Un instant ... Présent... Clair, à l'apparence, mais extrêmement mystérieux...

     

    (1) Roland Barthes

    (2) Stephan Lupasco (3) Étienne Klein

    (4) Georges Braque

    (5) Francisco Varela-Humberto Maturana

     

    * work in progress...notes éparses pour un 3ème anti/manifeste cyberdada à venir

    Extraits de

    "EXTRÊME JONCTION

    EVA RACHELE GRASSI / ERMANNO SENATORE

    RÉFLEXIONS CYBERDADA"

    (1986-2016)

    CAHIERSCYBERDADA

    https://www.fichier-pdf.fr/2016/06/30/cahiers-cyberdada-grassi-senatore-manifesti-cyberdada/
     

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    Published by ERG - dans ESSAI
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